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Pronto soccorso, carenza di personale e attese interminabili. L'allarme dei medici di Roma: pazienti in pericolo

Luca De Lellis

È un problema ormai ricorrente, spesso ignorato ma di vitale importanza: la carenza di personale all’interno dei pronto soccorso delle strutture ospedaliere di Roma. Periodicamente viene denunciata questa situazione, ma l’appello spesso rimane sospeso. Le attese della gente bisognosa di essere curata sono a volte interminabili, non si può scherzare su un tema importante come la salute delle persone.

L'ultimo allarme è stato lanciato dall’ordine provinciale di Roma dei medici-chirurghi e degli odontoiatri (Omceo), che ha ribadito come nel reparto di accoglienza degli ospedali si viva una condizione di perenne disagio, dovuto al fatto che la mole di lavoro è troppo elevata rispetto alle capacità dei lavoratori di risolvere la totalità dei casi. E ciò non interessa solamente la capitale, ma l’intero territorio regionale. Dalle parole scritte da Omceo Roma si intuisce la gravità del reclamo: “Oramai la mancanza di personale della sanità, i cui negativi effetti organizzativi si riversano particolarmente sulle strutture della medicina di emergenza e urgenza, stanno mettendo in pericolo la salute dei pazienti, tanto più in questo momento di crisi”. Una situazione – si legge nella nota – che “se non risolta in tempi brevissimi” potrebbe condurre “a un inevitabile collasso delle strutture dell'emergenza-urgenza”.

  

 

Tutta la macchina operativa lavora necessariamente a rilento, compresi i servizi delle ambulanze. I pazienti che avrebbero bisogno di essere ricoverati - afferma l’ordine - “restano anche giorni in pronto soccorso prima di ottenere il posto letto di cui avrebbero diritto fin da subito. La gestione degli stessi affidato sempre allo stesso personale del pronto soccorso, il blocco, ormai cronico delle ambulanze: tutto ciò non può che portare a gravi ripercussioni sulla celerità e la tempestività degli interventi sia in pronto soccorso che da parte degli operatori del 118 sul territorio”.

C’è ovviamente una motivazione per la quale si verifica da anni questa carenza. Non solo la scarsa retribuzione ottenuta da chi svolge un lavoro tanto indispensabile quanto logorante come quello nel pronto soccorso, ma anche la quantità e la qualità del servizio che devono offrire.

 

Il presidente dei camici bianchi capitolini Antonio Magi si è rivolto a chi può, dall’alto dei suoi poteri, cambiare l’andamento delle cose: “Chiediamo ancora una volta l'intervento delle istituzioni competenti e che trovino il coraggio una volta per tutte di risolvere strutturalmente la carenza di personale dell'emergenza-urgenzo. Ciò – chiosa Magi - sarebbe possibile potenziando il territorio, aumentando i posti letto disponibili, abbandonando per sempre una politica di precarietà con contratti anomali ed esternalizzazioni che non risolvono il problema, ma ne amplificano inevitabilmente gli effetti negativi”.