bocciato

Sprechi e consulenze d'oro, i conti pazzi del Teatro di Roma

Susanna Novelli

Non c’è due senza tre. E così il Collegio dei Revisori dell’Associazione Teatro di Roma è tornato a bocciare, per la terza volta di seguito, appunto, il Bilancio preventivo del 2021. E non solo, ribadendo nella missiva inviata ai soci, ovvero Roma Capitale, Regione Lazio, Ministero dei Beni Culturali, che le osservazioni rilevate dagli esperti contabili nelle precedenti occasioni non sono state prese in considerazione.

 

  

 

Del Teatro di Roma, che gestisce il Teatro Argentina, il Teatro India, il Teatro Torlonia e il Teatro Valle, si era già occupato questo giornale poco più di un mese fa con una denuncia su appalti «sospetti» e perquisizioni da parte dei carabinieri, e un question time del deputato FdI e componente della Commissione Cultura alla Camera dei Deputati, Federico Mollicone. Adesso la relazione del Collegio dei revisori e soprattutto l’informativa ai soci, nella quale i contabili hanno riscontrato, tra l’altro, «macroscopiche anomalie di saldi contabili doppi». Tra le evidenze, i ricavi da sponsorizzazione da «Bonus Art». In proposito «il Collegio ha segnalato al Consiglio - si legge nella relazione - che nella nota del 24 novembre, la società incaricata di supportare l’Associazione nella redazione del previsionale, riporta che per il 2021 questa voce sarà pari a zero. Nella nota esplicativa al Budget 2021 è invece riportato che la voce "ricavi da sponsorizzazione" accoglie un importo di circa 70mila euro per l’Art Bonus 2021. Tale stima - spiegano i Revisori - è stata effettuata tenendo conto dell’Art Bonus previsto da Acea nel 2021 per 50mila euro e che, in vista di una campagna di promozione dell’Art Bonus, si possano ottenere almeno ulteriori 20mila euro». Una previsione che tuttavia era stata già ridimensionata, causa pandemia, con un piano «progressivo» al quale si garantiscono al momento 10mila euro. E balza agli occhi, sempre in tempo di emergenza Covid e con l’attività ferma praticamente da un anno, la voce «consulenze e collaborazioni». Nella stesura di gennaio «pesava» sul bilancio dell’Associazione per ben 560.430 euro, per poi scendere - dopo un forte richiamo dei revisori - a 468.928. Un «ribasso» guarda caso "riassorbito" nella voce «costo del personale» aumentata, spiccio più spiccio meno, della stessa cifra.

 

 

Giovedì scorso, 25 febbraio il Consiglio di amministrazione presieduto da Emanuele Bevilacqua ha approvato la terza versione del Previsionale 2021, con il voto contrario della Consigliera Zezza, e richiesto l’ennesimo parere ai Revisori. Che forse un po’ stanchi lo hanno rinviato al mittente, informando i soci. Ecco, i soci. Nessuno sinora ha battuto un colpo. O almeno così sembra. A meno che, l’uscita «a sorpresa» del vicesindaco con delega alla Cultura, Luca Bergamo, a fine gennaio, non voglia esser letta sotto un’altra, inedita luce.