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delitto della caffarella

Luca Sacchi, Anastasiya davanti al gip: "Non sapevo dei 70mila euro nello zaino"

Anastasiya, la fidanzata di Sacchi, nel corso dell'interrogatorio di garanzia davanti al gip di Roma

I soldi, le chat, la droga. Scatta l'ora della verità per Anastasiya

“Non sapevo di avere 70mila euro nello zainetto. Ero davanti a quel pub con Luca come mille altre volte". Sono le undici di mattina quando Anastasyia Kylemnyk bussa alla porta del giudice Costantino De Robbio. Il faccia a faccia è obbligato. È il giorno dell’interrogatorio di garanzia. Un colloquio durato appena mezz’ora. Perché al netto della ricostruzione della vicenda, della morte del suo fidanzato Luca Sacchi e dei rapporti tra la babysitter di origini ucraine e gli altri protagonisti della faccenda.

Ai magistrati interessa esclusivamente il ruolo di Anastasyia nella compravendita di “erba” andata in scena il 23 ottobre scorso. Un’affare sfociato in rapina e quindi nell’omicidio del suo fidanzato Luca Sacchi. Un delitto che è costato l’accusa di omicidio, spaccio, rapina e porto illegale di armi a Valerio Del Grosso, che ha premuto il grilletto, e al complice Paolo Pirino. Di omicidio è accusato anche Marcello De Propris, che ha fornito l’arma. Anastasyia è accusata solo di detenzione ai fini di spaccio, di aver tenuto nello zaino 70 mila euro necessarie a comprare 15 chili di marijuana.

Ma lei rigetta le accuse, non si sottrae alle domande e risponde: “Non sapevo di avere 70mila euro nello zainetto. Ero davanti a quel pub con Luca come mille altre volte" dice la ragazza. “Io e Luca eravamo estranei a questa vicenda", continua. Il suo avvocato Giuseppe Cincioni, uscendo dal Tribunale di piazzale Clodio, ha commentato: “Il comportamento di Anastasia durante l'interrogatorio ha dato conto della sua estraneita' all'ipotizzato traffico di sostanze stupefacenti che sarebbe stato in corso quella sera. Ha spiegato che non sapeva che nello zaino “c’era quella somma”, ha concluso il legale.

Secondo i pm invece Anastasyia era un “corriere”. Talmente inesperta da non essere mai stata coinvolta in “fatti afferenti gli stupefacenti”. Ma non ingenua: per questo Anastasiya Kylemnyk ha schermato le sue conversazioni utilizzando Signal, un'applicazione di messaggistica istantanea che consente di effettuare chat e chiamate vocali crittografate. La stessa applicazione era utilizzata anche dalla vittima Luca Sacchi. Lo racconta un amico di Luca, Domenico Costanzo Marino Munoz, che la sera del 23 ottobre scorso era sul luogo del delitto. "Alle ore 22.30 ho ricevuto sul mio cellulare, tramite applicazione Signal, un messaggio da parte di Luca, il quale mi comunicava che era in compagnia della sua fidanzata Anastasiya e che mi invitava a raggiungerlo per bere una birra al pub di via Bartoloni", racconta ai carabinieri.

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