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il delitto della caffarella

Anastasiya non ha detto la verità. La fidanzata di Luca Sacchi ha sfiorato il carcere

Secondo il Gip la fidanzata di Luca Sacchi Anastasiya ha avuto "un ruolo centrale nell'acquisto della droga"

Anastasiya non ha detto la verità, atroci sospetti sulla fidanzata di Luca Sacchi

Anastasiya Kylemnyk «ha agito con freddezza e professionalità nella gestione della trattativa (…) solo l’incensuratezza e il suo ruolo meramente esecutivo nella compravendita» le hanno evitato il carcere. Con queste parole il giudice Costantino De Robbio ha motivato la sua decisione: la fidanzata di Luca Sacchi, ucciso lo scorso 23 ottobre davanti al pub John Cabot di via Francesco Bortoloni, dovrà recarsi ogni lunedì, mercoledì e venerdì dai carabinieri. Nei suoi confronti il gip ha applicato la misura dell’obbligo di firma ritenendo le prove a carico della ragazza sufficienti a contestare l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

«Ai militari del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Roma, intervenuti in via Bortoloni - si legge negli atti - Anastasiya Kylemnyk aveva dichiarato di essere giunta dalle poco distanti abitazioni a piedi sul luogo dell’aggressione col fidanzato Luca Sacchi per passare la sera al pub e che, intorno alle ore 23, aveva ricevuto un colpo alla nuca da uno sconosciuto che le aveva anche gridato di consegnargli lo zaino portato a tracolla, riuscendo poi a sottrarlo. Immediatamente dopo, aveva udito un rumore assimilabile allo scoppio di un petardo e poi aveva notato il suo fidanzato Luca per terra, con una vistosa fuoriuscita di sangue dalla testa». Una versione che fin dal principio non ha convinto il sostituto procuratore Nadia Plastina, che ha ricostruito una realtà ben diversa. Quella sera doveva andare in scena una compravendita di droga che sarebbe stata organizzata da Giovanni Princi, un amico della vittima fin dai tempi del liceo. «Princi per primo aveva coinvolto la Kylemenyk», ricordano gli inquirenti. Davanti al pub nei pressi del Parco della Caffarella, Anastasiya avrebbe avuto un compito ben preciso: «Aveva pronto il denaro nello zaino, 70 mila euro - recita il capo d’imputazione - e li aveva mostrati a Valerio Rispoli, emissario di Valerio Del Grosso», il ventunenne di San Basilio accusato di aver ucciso Luca Sacchi. Nel suo zainetto rosa c’erano due mazzette di banconote da 20 e 50 euro. Ne aveva parlato "l’emissario" di Del Grosso. È questo il bottino che ha convinto Paolo Pirino e Valerio Del Grosso a recuperare una mazza e una pistola. Poi sono andati fuori dal pub, Pirino ha colpito la ragazza con la mazza, Luca Sacchi è intervenuto per proteggerla spingendo l’aggressore e Valerio Del Grosso è intervenuto facendo fuoco con una calibro 38. Quando gli inquirenti sono arrivati sul posto Anastasiya era ancora abbracciata a Luca, sporca di sangue, con il volto bagnato dalle lacrime.

Anche ieri, quando è apparsa davanti la caserma dei carabinieri di via In Selci, i suoi occhi rossi hanno tradito una reazione emotiva trattenuta a stento. Felpa con il cappuccio rosa sollevato sul capo e piumino beige. Quando è entrata in caserma ha incontrato anche Giovanni Princi, scagliandosi contro il ragazzo che a suo dire sarebbe responsabile di ciò che è accaduto. Per il gip «Anastasia ha un ruolo centrale nell’acquisto degli stupefacenti», ma non attivo come quello di Princi. Il suo avvocato, Giuseppe Cincioni, ha spiegato che «dalla lettura della sola ordinanza emerge chiaramente un ruolo della giovane che non dimostra affatto la consapevolezza di un accordo illecito che, ove pure sussistente, certamente sarebbe intervenuto tra altre persone». «Anastasia ci ha mentito su quanto avvenuto quella tragica sera - hanno detto i legali della famiglia Sacchi - adesso è chiaro il motivo del suo strano allontanamento». Anche la madre di Luca, dalle telecamere di La vita in diretta, ha rivolto un appello alla ragazza: «Vedendoti lì, stamattina, mentre ti portavano via, io pensavo a Luca. A quanto ti amava, a quanto ti amavamo noi. E tu me lo hai fatto portare via. Devi venire da me, guardarmi negli occhi e dirmi quello che è successo. Perchè era lì con te. Luca non c’entra niente e tu lo sai»

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