Ventisette condanne per traffico di stupefacenti
Pioggia di condanne per l'organizzazione criminale specializzata nel traffico internazionale di stupefacenti e con base operativa in via Giovanni Porzio, nel quartiere romano del Trullo. Ieri l'ottav...
Pioggia di condanne per l'organizzazione criminale specializzata nel traffico internazionale di stupefacenti e con base operativa in via Giovanni Porzio, nel quartiere romano del Trullo. Ieri l'ottava sezione collegiale del Tribunale ha inflitto 27 condanne, per un totale di 228 anni di carcere. Solo 4 gli assolti. Nell'aprile del 2012, dopo due anni di indagini, i carabinieri hanno arrestato 32 persone e sequestrato 55 chili, tra hashish e cocaina, 560.000 euro in contanti e 9 pistole. Lo stupefacente veniva importato dalla Spagna e dall'Albania e poi venduto al dettaglio soprattutto a Roma sud. A gestire i contatti con le organizzazioni estere era Antonio Maria Rinaldi, assassinato in un agguato a colpi di pistola, il 24 gennaio 2012, vicino alla sua abitazione in via del Fontanile Arenato, alla Pisana. La Procura aveva chiesto l'arresto anche nei suoi confronti, ma l'uomo è stato freddato prima che il gip emettesse l'ordinanza di custodia cautelare. Durante il processo è stato ucciso anche uno degli imputati, Roberto Musci, che «collaborava con i vertici dell'organizzazione nell'approvvigionamento della droga». Il 24 gennaio 2014 Musci è stato crivellato con due colpi alla testa sull'uscio di casa in via Giuseppe Lazzati, in zona Casalotti. Il fratello, Marco Musci, 27 anni, era stato a sua volta ucciso nel maggio 2009 proprio al Trullo, in via Monte delle Capre. Le condanne più pesanti sono state inflitte a Fortunato Stassi (22 anni), considerato il «direttore e organizzatore del sodalizio criminale» e a Nello Bolotti (26 anni), il suo braccio destro, che contribuiva a «custodire la droga, tenere la contabilità, fornire assistenza ai familiari degli associati detenuti». Condannata a 12 anni e 6 mesi anche la moglie di Bolotti, Cinzia Anselmo. Dopo la lettura del dispositivo, i giudici hanno ordinato di trasmettere alla Procura il verbale della testimonianza rilasciata in aula da un collaboratore di giustizia sui metodi usati dall'avvocato Fabio M. per procacciarsi in carcere i clienti dell'associazione criminale.
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