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Consulenze, assunzioni e compensi «I vertici Atac vanno citati per danni»

Vincenzo Bisbiglia Un nuovo durissimo colpo per i vertici Atac e, indirettamente, per l’assessore alla Mobilità, Guido Improta. Un siluro che, a questo punto, mette a rischio la poltrona di tutti....

Un nuovo durissimo colpo per i vertici Atac e, indirettamente, per l’assessore alla Mobilità, Guido Improta. Un siluro che, a questo punto, mette a rischio la poltrona di tutti. La situazione drammatica e cronica delle finanze di via Prenestina, infatti, ha spinto l’Oref, l’Organismo di revisione dei conti di Roma Capitale, a chiedere al Collegio sindacale della società capitolina dei trasporti di avviare un’azione di responsabilità civile (risarcimento danni) nei confronti degli amministratori che hanno firmato i documenti di bilancio 2012 e 2013. Quelli passati e quelli presenti, dunque. Azione che, se messa in pratica, può comportare, ai sensi dell’art. 2393 del codice civile, anche la revoca dei dirigenti in essere. In questo caso, parliamo dell’amministratore delegato Danilo Broggi e del presidente Roberto Grappelli. In un documento di 4 pagine, datato 7 aprile 2015 e indirizzato ai membri del Collegio sindacale di Atac e, per conoscenza, ad Atac stessa, vi sono sintetizzate criticità vecchie e nuove. L’Oref, infatti, dopo aver acquisito le relazioni dei revisori Atac e un documento di 271 pagine del Ministero Economia e Finanze (al vaglio della Corte dei Conti, come raccontato nei giorni scorsi da «Il Tempo»), ha chiesto chiarimenti agli uffici di via Prenestina circa alcune operazioni di "dubbia regolarità". Documentazione che però sarebbe arrivata in maniera frammentata e incompleta agli uffici di via del Tempio di Giove.
CONSULENZE E STABILIZZAZIONI

Si parla, in particolare, di consulenze esterne fuori regolamento e di procedure di stabilizzazione avvenute in maniera irregolare, ma anche di acquisti di beni e servizi «a rischio, in relazione agli acquisti centralizzati Consip e della relativa trasparenza di legge, che risultano di fatto essere ignorate e comunque non applicate». Ancora, ai revisori dell’Oref non quadrano alcune indennità di risultato rilasciate agli amministratori esecutivi, così come i compensi degli amministratori di Atac e delle società controllate. Dubbi, quindi, su un contratto derivato con saldo negativo di 28,3 milioni di euro (che andrebbe a pesare sulle casse del Campidoglio) e sulle nuove linee di credito con le banche aperte proprio su garanzia di Roma Capitale.
ASSENZA DI "CONTROLLO ANALOGO"

Il giudizio dell’Oref è durissimo. «In data 26 febbraio 2015 – si legge a pagina 4 – venivano forniti chiarimenti parziali e poco congruenti». Tra l’altro «ulteriori elementi di passività potenziali sorgono quotidianamente in relazione ai fatti evidenziati da questo organismo», vedi «indagini di Mafia Capitale e Metro C», fra cui «da ultimo l’esito del credito di circa 400 milioni di euro che la Regione Lazio dovrebbe erogare per il funzionamento del Tpl ma riferito a esercizi molto precedenti il 2008 e, quindi, di dubbia esigibilità». Tradotto: sono stati considerati in Bilancio dei crediti verso la Regione che, probabilmente, l’azienda non riscuoterà mai. Ma non è tutto, perché «anche in occasione della redazione delle nuove linee guide per il rinnovo dei contratti di servizio in essere, non si procede a sanare la mancanza di un valido strumento di esercizio del controllo analogo, della previsione degli strumenti dell’anticorruzione e della Responsabilità Amministrativa degli Enti», il che significa che ad oggi il Campidoglio non ha sotto controllo quello che accade in azienda.
DIRIGENTI INCOMPATIBILI

Come se non bastasse, nonostante l’annunciato ripulisti, pare che ci siano ancora «numerosi casi di incompatibilità di legge nella nomina di dirigenti di Atac Spa, negli Organi amministrativi di società, enti, partecipate o controllate, facenti comunque parte della Governance di Città Metropolitana di Roma Capitale ed in ordine ai loro compensi».
I VECCHI SCANDALI

Va detto che, oltre a questi nuovi rilievi, l’Oref ripercorre scandali e disastri in larghissima parte riferibili alle passate gestioni di Atac (anni 2012 e 2013, appunto). Le questioni sono note: dalla trattativa con Parnasi per la realizzazione della nuova sede alle gare dei servizi di pulizia, dalle operazioni di "finanza creativa" come Us Cross Border Lease, Bank of Ireland e Finnat Euramerica ai contenziosi con Tevere Tpl e uffici legali, dagli affari Trambus Open agli impianti di depurazione, tutte situazioni che potrebbero portare alla richiesta di risarcimento danni anche per l’ex ad Roberto Diacetti e per i vecchi vertici. Ora la palla passa ai tre revisori dei conti di Atac, Costantino Lauria (Presidente), Renato Castaldo e Daniela Saitta: saranno loro a dover proporre le azioni di responsabilità.

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