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Il Collegio Nazareno chiude. Sarà un Grand hotel

Agli Scolopi resterà una piccola parte per una «scuola non formale». Petizione per salvarlo

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«Scuola non formale». Sarebbe questo l'escamotage trovato per un'operazione che, se portata a termine, chiuderà per sempre il portone della scuola più antica d'Europa. Il Collegio Nazareno fu infatti fondato da San Giuseppe Calasanzio nel 1630 e all'alba dei suoi 400 anni rischia adesso di essere trasformato in hotel di lusso. Uno dei tanti che, insieme a un commercio globalizzato, stanno trasformando il cuore di Roma in un circo per turisti, in barba a radici, cultura, tradizione e servizi ai cittadini. Il Nazareno però non è una scuola qualunque. Vanta una storia ricca e travagliata. Dai contenziosi con gli eredi del cardinale Michelangelo Tonti, detto «il Nazareno» alle cicliche difficoltà economiche. Ma sempre fedele al precetto di Calasanzio, rivoluzionario all'epoca: garantire istruzione ai ragazzi poveri. Di fatto fondò la prima scuola «popolare» d'Europa: l'eguaglianza della persona "costretta" a misurarsi solo con il merito e non con il portafoglio. Un insegnamento di libertà tramandato da professore a professore, da alunno a alunno. Per questo la notizia prima della chiusura, organizzata con il blocco delle iscrizioni già cinque anni fa, e poi della trasformazione dello storico edificio in albergo, riprende ora non solo forma ma sostanza. Forse si tratta di una incredibile coincidenza ma nel settembre 2012 è nata la società «Grand hotel Nazareno srl», al momento "dormiente". Del resto gli ultimi sparuti alunni del Collegio usciranno - chiudendo il portone per sempre - alla maturità di quest'anno. Poi dovrebbe attivarsi un iter burocratico per una variante urbanistica che coinvolgerà direttamente il Municipio I, guidato da Sabrina Alfonsi, e il Campidoglio, vale a dire commissioni e Aula. Non sarà impresa facile, considerato che si tratta di un palazzo storico e con vincolo culturale, oltreché architettonico. Ecco dunque l'idea della costituzione di una «scuola non formale». L'area che resterebbe in gestione agli Scolopi è quella dell'antica Cappella per la casa provinciale e due, tre aule da destinare a tale «scuola non formale», cioè lo svolgimento di attività educative inidonee tuttavia al rilascio di titoli di studio. Una pietra tombale insomma su uno degli istituti più prestigiosi d'Europa che attirò papi, (diverse le visite di Pio IX che fu confessore del convitto e allievo dei padri Scolopi), nobili, politici. Negli anni 1865 e 1866 San Giovanni Bosco visitò il Collegio Nazareno per studiarne il metodo pedagogico. Ancora, tra le eccellenze dell'Istituto l'apertura nel 1725 del Museo Mineralogico di padre Gian Vincenzo Petrini e la scuola di fisica sperimentale e anatomia sul vetro. Una novità talmente apprezzata che l'imperatore d'Austria Giuseppe II volle far visita al Collegio Nazareno proprio per ammirare i preziosi minerali. L'allievo di padre Petrini, Gismondi, fondò poco dopo la cattedra di mineralogia de La Sapienza, che infatti ha mostrato interesse ad ospitare il museo «sotto sfratto». Occupato dai francesi, il Collegio sopravvisse persino all'abolizione degli Ordini religiosi di Napoleone prima e del neonato governo italiano dopo. In quelle stanze, che rischiano ora di trasformarsi in Spa o in suite, bimbi e ragazzi di ogni ceto hanno condiviso per secoli studio e valori. Per scongiurare questo partirà una raccolta firme e un ex alunno ha già invitato il premier Renzi a "scendere" di un piano il prossimo 11 giugno. Una parte del Nazareno infatti, compresa la splendida terrazza, è data in affitto al Pd nazionale. Un connubio che può rappresentare la salvezza, o la definitiva dipartita, di una delle scuole più importanti d'Europa.

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