Cartelli pazzi, il Comune cambia la segnaletica
Il primo e unico piano risale al 1999. Improta: «Un tempo infinito, la città si è evoluta»
Chi segue i cartelli stradali per raggiungere una meta in città può farsi il segno della croce. Il Tempo , domenica scorsa, ha descritto il travaglio che vive ogni giorno chi non ha dimestichezza con le strade della Capitale. Adesso, il Campidoglio ha deciso di prendersi carico del problema. Entro il 31 gennaio Roma avrà un nuovo piano finalizzato alla bonifica e alla revisione della segnaletica. L'assessore alla Mobilità, Guido Improta, ritiene che «l'inchiesta di Alessio Buzzelli e Natalia Poggi sulla segnaletica stradale a Roma meriti non solo alcune considerazioni sulle ragioni che hanno provocato le difficoltà e lo stato di abbandono che Il Tempo ha registrato, ma anche precisi impegni da parte della nuova amministrazione di Roma Capitale». Nel nostro viaggio, infatti, abbiamo percorso cinque itinerari partendo sempre dallo stesso punto, la stazione Termini. Destinazione: San Pietro-Musei Vaticani, Monte Mario-Zodiaco, ospedale di Tor Vergata, città militare di Cecchignola e Auditorium. Poi, abbiamo confrontato l'itinerario suggeritoci dai segnali stradali e l'abbiamo confrontato con quello di Google Maps. I due percorsi non coincidono praticamente mai. In quattro viaggi su cinque (si salva il percorso per l'Auditorium) la segnaletica è scarsa e fuorviante. Il viaggiatore inesperto brancola nel buio. L'assessore Improta spiega il ginepraio di competenze tra varie amministrazione: «Innanzitutto, come spesso capita in Italia, la competenza è distribuita tra più livelli territoriali: senza considerare la distinzione che pur va fatta rispetto alla «segnaletica di indirizzamento e turistica» (quella a fondo marrone per intenderci, che è di competenza regionale), la segnaletica stradale dipende dal Dipartimento Mobilità per quanto attiene all'installazione del primo impianto sulla viabilità principale e al Dipartimento Lavori Pubblici l'ordinaria e straordinaria manutenzione; mentre ai Municipi compete la realizzazione e la manutenzione della segnaletica, sia verticale che orizzontale, a servizio della viabilità locale». Ma il problema non si esaurisce qui. I cartelli stradali vengono «pensati» in piani di settore che hanno lo scopo di approfondire la relazione tra il territorio e le problematiche della circolazione, «per definire la segnaletica ottimale in funzione dei diversi tipi di flussi di traffico». Gli ultimi piani di settore previsti, spiega Improta, risalgono «al Piano generale del traffico urbano la cui prima (e unica) adozione risale alla seconda giunta Rutelli: 1999». Sono passati 14 anni. «Un tempo infinito rispetto alla crescita della città e del traffico», riconosce Improta. Il nuovo piano generale del traffico, come richiesto dal sindaco Marino, dovrà essere approvato in giunta entro il 31 gennaio. L'assessore ritiene che si debba dare un segnale di discontinuità anche riguardo alle risorse: «Se nel 2012 le somme in bilancio sono state pari a 382.000 euro (per una superficie comunale pari a 1.285 kmq), nel progetto di bilancio 2013/2015 ereditato dalla giunta Alemanno sono previsti solo 77.000 euro annui, rendendo impossibile qualsiasi intervento organico». Si partirà dalle strade principali: «Se la politica ha sinora sottovalutato questa esigenza, occorrerà garantire la revisione delle discipline del traffico e il rifacimento della segnaletica almeno sulle principali arterie di ingresso a Roma e in corrispondenza di ferrovie e aeroporti». Insomma, orientarsi dovrebbe diventare un po' più facile.
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