«Per non sbagliare facoltà meglio pensarci due anni prima»
Mai fidarsi del passaparola. Per informarsi vanno bene pure i social network
Ungiorno speciale se non altro perché corrisponde a 100 giorni dalla maturità. Da una parte con la fifa, legittima, per gli esami imminenti dall'altra con la voglia di iniziare a valutare in quale disciplina ed in quale università proseguire i loro studi. Per loro allestiti, presso la Facoltà di Medicina gli stand che dividevano l'offerta formativa delle univerisità romane in quattro aree: area sociale, area sanitaria, area scientifica e area umanistica. La giornata di orientamento è stata introdotta dal saluto del Rettore dell'Università di Tor Vergata, Renato Lauro: «Siete alla vigilia di una scelta importantissima per la vostra vita, andare all'università è molto importante. La società di oggi è la società della conoscenza, e la conoscenza è la via maestra per raggiungere gratificazioni, successi personali e per realizzare i vostri sogni». La prima a salire sul palco è stata l'assessore regionale all'Istruzione, Gabriella Santinelli: «Noi abbiamo posto al centro delle nostre politiche l'alunno, per dargli sempre più strumenti. Da insegnante vi dico: ricordatevi sempre che il futuro è in voi stessi, puntate sempre sulla vostra formazione professionale». Ospite d'onore il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo che ha sottolineato la necessità per i ragazzi di anticipare l'orientamento al quarto anno delle superiori, utilizzando anche i social network. Dove possono farsi un'idea anche attraverso l'esperienza e i racconti dei compagni più grandi. La cosa migliore per consentire agli studenti «una scelta consapevole della facoltà». Premettendo che «oggi la scelta deve essere fatta guardando all'Europa». «Credo sarebbe meglio - ha detto poi il ministro rivolgendosi alla platea di ragazzi radunatasi all'ingresso della seconda università della capitale - promuovere un rapporto più stretto tra scuola e università, ma non solo. L'orientamento dovrebbe poggiare su tre gambe: il rapporto con gli studenti più grandi, un'interazione maggiore con il mondo del lavoro e un raccordo più stretto tra istruzione scolastica e universitaria». L'errore perseguito dal 70 per cento degli studenti è farsi condizionare «dal passaparola. Non è sufficiente, soprattutto oggi, che disponiamo di moltissime informazioni relative alle tipologie di lavoro». Altra nota dolente sono gli abbandoni. «Ora il 30% degli universitari - ha spiegato il ministro - non arriva alla laurea, e di questi oltre il 20% (in alcuni casi il 26-27%) lascia dopo il primo anno. Il motivo dell'abbandono è perchè si è scelto qualcosa che non risponde alle proprie aspettative». Prima di lui Guido Fabiani, Presidente del Crul ha invitato i ragazzi a scegliere la facoltà secondo le proprie propensioni. «Non vi fate condizionare - ha ammonito - dalle prospettive del mercato perchè quelle di oggi non saranno le stesse di quando uscirete dall'università». E poi «non scegliete l'università sotto casa, guardatevi in giro, anche fuori del Lazio. Siate cittadini del mondo». Nat. Pog.
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