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La rabbia del popolo antidiscarica «Venduti, ci vediamo alle elezioni»

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Insulti e cori: «Roma caput monnezza». Chieste le dimissioni del prefetto

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Insulticomunque indirizzati anche al sindaco Alemanno e alla governatrice Polverini, più prudenti nell'evitare la piazza ma ugualmente bersaglio degli strali del popolo antidiscarica, ieri riunito davanti alla sede del ministero dell'Ambiente in via Cristoforo Colombo per «protestare contro le scelte scellerate della politica». L'obiettivo, in parte raggiunto, era quello di portare a conoscenza il ministro «dell'assoluta inidoneità dei siti scelti dalla Regione per ospitare le discariche»: col tramite del senatore dell'Idv Stefano Pedica e del leader dei Verdi del Lazio Nando Bonessio, Clini si è impegnato a esaminare la documentazione tecnica prodotta dai vari comitati, riservandosi di decidere se concedere un ulteriore incontro nei prossimi giorni, come chiesto dai cittadini. In rappresentanza di Riano e Corcolle-San Vittorino, aree che dovrebbero ospitare le due discariche provvisorie alternative a Malagrotta, e di Fiumicino, luogo prescelto per l'impianto di trattamento definitivo, c'erano oltre 300 persone, appartenenti a vari comitati cittadini, da «Salviamo Villa Adriana» a «Sos discarica Riano» passando per Italia Nostra, Legambiente, Coldiretti, tutti «favorevoli a una gestione alternativa del ciclo dei rifiuti, che parta dall'implementazione della raccolta differenziata e non dalla creazione di maxibuche di tal quale». Sugli striscioni le gigantografie di Alemanno, Polverini e Pecoraro ritratti col naso lungo «perché non hanno mantenuto le promesse e dicono solo falsità, si basano su analisi e rilievi imprecisi». Poi i cori: «Roma caput monnezza» e «Ave Adriano, la discarica te saluta». Quella di ieri doveva essere una giornata cruciale e lo è stata. In un primo momento i segnali non sembravano confortanti. Gli amministratori - che si sono riuniti privatamente prima di incontrare il ministro Clini - fino all'ultimo hanno tenuto la linea: «Le inchieste della procura non mi preoccupano - ha detto Pecoraro prima del vertice - giustamente c'è chi non è d'accordo ma noi restiamo convinti del nostro piano: nessun ripensamento sui siti anche perché allo stato attuale Roma non offre soluzioni migliori». E sulla vicinanza di una delle due cave a Villa Adriana ha tagliato corto: «Ci sono più di due chilometri di distanza, è assurdo, c'è anche un'autostrada nel mezzo». L'altra preoccupazione che serpeggiava in via Cristoforo Colombo si riferiva a Malagrotta: «Stanno girando voci su un'ulteriore proroga - così il consigliere regionale Fabio Nobile (FdS) - serve una soluzione, guardiamo per esempio a Napoli che porta i rifiuti in Olanda: possiamo discutere sulla transizione, su una piccola discarica a fronte però di un serio piano in cui si punti davvero sulla raccolta differenziata». A tavolo concluso, in ogni caso, quando anche Pecoraro ha abbozzato alla «necessità di ulteriori approfondimenti», il clima tra i manifestanti è cambiato. Si dicono sfiniti sì, ma insieme fiduciosi «perché finalmente qualcuno di competente si sta interessando di questo disastro». Si è insomma interpretata la convocazione di ieri come una chiara «esautorazione dei poteri del prefetto, che è come se fosse commissariato a sua volta volendo il Ministro vagliare tutte le variabili del caso». Ed effettivamente ulteriori verifiche, così come disposto da Clini, ci saranno. Una vittoria per Riano: «Di giorno in giorno – ha commentato il portavoce di "Riano No Discarica" Giorgio Coppola – emergono nuovi elementi a nostro favore. Anche i tecnici incaricati di effettuare i rilievi sul sito di Quadro Alto, che termineranno a breve, si stanno rendendo conto dell'impraticabilità di questa opzione per la presenza della falda acquifera nel sottosuolo, un fattore escludente». Più tiepida la reazione di Corcolle: «Non possiamo brindare – ha detto Gianni Innocenti di Legambiente Tivoli – diciamo che da questo incontro non potevamo aspettarci di più. Speriamo che, visionando i nostri rilievi, il Ministro possa ristabilire un minimo di verità sulla reale situazione dell'area che vorrebbero adibire a discarica». Anche perché, come è stato più volte ribadito, vari soggetti, tra cui le sovrintendenze e la stessa Provincia, nel corso della conferenza dei servizi di giovedì in Regione si sarebbero già espressi negativamente rispetto alla scelta di Corcolle. Italia Nostra, infine, chiede le «dimissioni» di Pecoraro: «Rimetta il suo incarico nelle mani del governo, è chiaro che ora è Clini a tenere le redini della partita». Nel frattempo, spuntano altre denunce presentate da Verdi, Idv e comitati, su Riano in particolare.OREDROB:#[email protected]%@

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