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All'Argentario tsunami sui pontili dei romani

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L'Argentariotravolto da una tempesta. L'antemurale di Porto Santo Stefano non è riuscito a contenere l'onda giudiziaria che ha colpito duecento posti barca. I pontili del porto Domiziano, che accolgono yacth di decine e decine di metri di vip e uomini politici, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza. Secondo la procura di Grosseto le barche ormeggiate devono essere rimosse dal pontile della cittadina del Promontorio. E a dover fare i conti con l'inchiesta toscana, due funzionari comunali, il costruttore, il presidente e il progettista del porto Domiziano, accusati, a seconda delle posizioni processuali, di abuso edilizio, violazione delle norme di tutela ambientale, falso e occupazione abusiva di suolo demaniale. Si tratta di un'indagine che potrebbe mettere in ginocchio l'intero indotto di Porto Santo Stefano, che già si sta preparando ad affrontare la prossima stagione. Ma che adesso, se l'inchiesta dovesse andare avanti, avrà una brusca frenata, con ingenti danni economici per decine di milioni di euro. I sigilli sono stati messi dalle Fiamme Gialle venerdì mattina, ma già la prossima settimana l'avvocato che rappresenta il porto Domiziano, il legale Simone Costanzo, presenterà un'istanza al Tribunale del Riesame per chiedere il dissequestro dei duecento posti barca. «Le perplessità sono molteplici - ha detto il difensore - si tratta di una misura cautelare pesante. Il porto Domiziano ha tutti i titoli e documenti in regola. Non è escluso che avvieremo un fronte amministrativo anche con il Comune di Monte Argentario». Insomma, i residenti e i commercianti di Porto Santo Stefano temono che quest'inchiesta faccia diventare la cittadina un luogo morto, dove, se dovessero essere allontanate le imbarcazioni, i vip venderanno le ville a cinque stelle e sceglieranno altre destinazioni. E chi sceglieva questa località di villeggiatura, difficilmente prenderà in affitto un appartamento senza la possibilità di poter ormeggiare anche una piccola imbarcazione. Il lavoro degli inquirenti è comunque solo all'inizio. La magistratura nei prossimi giorni dovrebbe compiere altri sequestri, alcuni a Porto Santo Stefano, altri invece nell'altra cittadina dell'Argentario, Porto Ercole: qui già lo scorso anno sono stati messi i sigilli ai centiana di posti barca. Inoltre una sentenza del Consiglio di Stato ha già stabilito che le concessioni dei pontili di Porto Ercole sono illegittime e che sono in contrasto con le nuove leggi europee. In tutto, quindi, potrebbero finire sotto sequestro, mille posti barca. Gli approdi, per i giudici amministrativi, dunque sono abusivi. Tra dieci giorni la difesa del porto Domiziano presenterà l'istanza ai giudici del Riesame e all'inizio del prossimo mese dovrebbe essere fissata l'udienza, occasione in cui all'avvocato sarà possibile visionare gli atti della procura. Il pubblico ministero di Grosseto, Leopizzi, che ha chiesto e ottenuto dal gip Mezzaluna di mettere i sigilli ai pontili, nelle carte processuali sostiene che sono stati commessi lavori di ampliamento in maniera irregolare e che le concessioni demaniali erano state affidate violando la legge. Una bufera giudiziaria che rischia di danneggiare non solo i proprietari illustri delle imbarcazioni del porto Domiziano, ma anche i cittadini che lavorano a Porto Santo Stefano proprio nel mondo della nautica. Tra questi, i dipendenti del porto, i meccanici, i falegnami e chi lavora nei rimessaggi. Nessuno di loro, infatti, se saranno allontanate le barche, avrà più lavoro.

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