Ci manca solo che arrivino i francesi
Gongolaquando interpellato sul rischio espulsione dice di non sentirsi affatto preoccupato. E sorridente offre la spiegazione: «Tanto l'Italia non è la Francia». Lo temono anche i romani che pur nel cordoglio per la morte di un bambino, un lutto che addolora, si chiedono preoccupati di quanto cresceranno ancora i numeri del piano nomadi, se ogni volta che succede una tragedia, gli occupanti dell'ennesimo campo abusivo dell'ultim'ora vengono presi in carico dall'Amministrazione comunale. Nessuno bacchetta la solidarietà. Ma è pur comprensibile la paura dei cittadini. Il piano nomadi è già cresciuto con Muratella, il maxi insediamento sopra la Magliana inserito dopo le proteste dei cittadini. Se i numeri del piano cresceranno ancora dove li metteranno gli zingari extra? Aumenterà il numero dei villaggi, e anche la probabilità di ritrovarseli vicino a casa. Attualmente sono tre i nuovi campi-modello da costruire. E anche se saranno lindi e ordinati il numero già basta a fare venire i dolori di pancia ai presidenti dei Municipi, che temono di perdere voti perché i campi sotto casa fanno arrabbiare tutti gli elettori. Occhieggiano già Roma i nomadi francesi. Invece «devono capire che Roma è satura: il piano nomadi non prevede nuovi arrivi» ha detto il presidente della Commissione Sicurezza Urbana Fabrizio Santori. Come lo capiranno?G. M. Col.
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