«Speravo nella coscienza di qualcuno.
RanieroBusco, rinviato a giudizio per l'omicidio di Simonetta Cesaroni, avvenuto in via Poma 19 anni fa, torna a parlare di un'epoca della propria vita che considerva chiusa per sempre. Intervistato dal settimanale «Gente» spiega di non aver mai morso Simonetta: proprio l'impronta del calco dentario, attribuito a Busco, è una delle prove che ha convinto il gup ha chiedere il processo. «Mi accusano di aver lasciato quel morso sul seno di Simonetta - dice Busco - ma io non ho mai dato un morso in vita mia. Io e Simonetta non abbiamo mai litigato». Poi ricorda gli ultimi momenti insieme: «L'avevo vista la sera prima». Quanto alla traccia di saliva trovata sul reggiseno della ragazza, spiega: «Il sabato ci siamo incontrati da Anna Rita, un'amica. Aveva la casa libera. A 20 anni si cercano momenti per stare insieme». Di quei giorni tragici ricorda l'interrogatorio: «Durò 12 ore. Non credo che mi avrebbero lasciato andare se avessero avuto qualche dubbio. Per 17 anni tutto si è fermato. Poi, con le nuove indagini, sono tornati a chiedermi dov'ero. Io non lo ricordavo più. Ho chiesto di cercare nella mia deposizione di allora. Ma nessuno aveva trascritto quell'alibi».
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