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Ipab, richiamo del governo

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Alberto Di Majo Susanna Novelli Mutuo, patrimonio immobiliare e servizi dell'Ipab Sant'Alessio: il ministero della Funzione pubblica richiama la Regione. A sollecitare l'attenzione dell'ispettorato del dicastero guidato da Renato Brunetta è stata un'associazione di non vedenti, che ha inviato alla presidenza del Consiglio un dossier sulla gestione dell'istituto di assistenza. Il ministero ha mandato una lettera al dipartimento Servizi sociali della Regione Lazio in cui si riporta che l'Ipab avrebbe contratto «mutui ipotecari e scoperti di cassa per far fronte alle spese correnti, pur disponendo di un patrimonio immobiliare cospicuo». L'ispettorato chiede dunque «di conoscere quale sia lo stato attuale di controllo e vigilanza sull'ente, tenuto conto delle dimissioni del Comitato avente funzioni di sorveglianza, indirizzo e programmazione, istituito dal presidente di codesta amministrazione presso l'ente in questione». Chiarimenti necessari, concludono dal ministero, affinché «venga assicurata una efficiente e trasparente gestione dei fondi, di cui una parte dovrebbe occorrere ad assicurare i servizi assistenziali e riabilitativi dei non vedenti». Adesso la Regione dovrà verificare la gestione del Sant'Alessio e rinominare il comitato di controllo, i cui membri, scelti dal presidente Marrazzo, hanno più volte protestato (prima di dimettersi) per la mancanza di trasparenza. Una situazione complessa, anche perché la Procura ha aperto un'inchiesta sugli appalti assegnati dall'Ipab e ha più volte ascoltato il presidente Mario Dany De Luca e il direttore generale Andrea Liberati, rimosso dall'incarico. Tra le ombre della gestione, oltre il mutuo di 4 milioni di euro e i debiti, anche la vendita di un terreno all'Aurelio acquistato da una società in cui compare il revisore dei conti dello stesso Sant'Alessio. Dal canto suo, a settembre scorso l'assessorato regionale agli Affari istituzionali ha mandato un'ispezione nell'istituto. Ma nel rapporto dei tecnici non figurano particolari criticità. I funzionari della Regione, infatti, sottolineano: «Dall'attuale documentazione esaminata, al momento non risultano elementi per sollevare rilievi all'Ipab, tuttavia è necessario procedere con degli approfondimenti idonei a colmare lacune di informazioni tuttora esistenti e non chiarite da quanto fornito dall'ente». L'unica nota stonata, secondo i funzionari, è sugli affitti (il Sant'Alessio possiede 700 appartamenti): «Dai contratti acquisiti emerge un canone di locazione apparentemente modesto, senza che sia indicato nell'atto il riconoscimento di alcuna agevolazione agli affittuari». Ora di fronte alle richieste del ministero della Funzione pubblica si apre di nuovo il confronto.

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