choc per la sinistra

Meloni contro l’Eurabia: “Basta burqa a scuola. Tetto agli alunni stranieri”

Pietro De Leo

L’edizione 2026 di Fenix finisce con l’istantanea di Giorgia Meloni sul palco, in un abbraccio collettivo con i ragazzi di Gioventù Nazionale. Non metaforico, proprio fisico. Un gruppo nutrito di t shirt verdi la circonda e sono selfie e "A mano a mano" di Rino Gaetano intonata tutti insieme. E poi il giro per gli stand. Dopo un discorso molto all’attacco, tra l’annuncio di una novità sul piano educativo e le sferzate a una sinistra che nasconde nella polemica a qualsiasi costo l’incapacità di trovare una sintesi e di costruire un progetto alternativo per l’Italia. La Presidente del Consiglio, dal palco, ha anticipato un intervento normativo che tocca da vicino la vita quotidiana e l’identità culturale: "Sta per arrivare in Consiglio dei ministri un provvedimento che introduce per legge il numero massimo di studenti stranieri per classe, e introduce l’obbligo per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimento scolastico a imparare l’italiano". Questo provvedimento, inoltre, "introduce il divieto di burqa e hijab a scuola". La Presidente del Consiglio definisce questa novità "una questione di civiltà", ribadendo con fermezza che "a scuola si va a viso scoperto e in Italia nessuno, in nome di una vera o presunta tradizione, può decidere che una giovane donna debba nascondersi". Ed è perentoria: "La parità tra uomo e donna non è negoziabile".

 

  

 

Ma il palco di Fenix è stato anche il luogo da cui rispondere alle costanti polemiche della sinistra. Confinando il tutto nell’ironia. Il claim portato all’indirizzo del Pd è il seguente: almeno, gli attacchi siano su cose reali. "Abbiamo portato il fondo di finanziamento ordinario per le università al suo livello più alto di sempre. Oggi il fondo è a 9,4 miliardi di euro, che è il 25% in più rispetto al 2019". Poi l'affondo diretto e ironico: "Ora io voglio chiedere, Elly cara, carissima... ma è possibile che tu non riesca a trovare un solo argomento vero per contestarci? Uno vero, ti prego. Te li do io se vuoi. Te li passo io sottobanco, perché pure noi qualcosa sbagliamo, ma una vera, una". E aggiunge, in riferimento alle risorse sull’università: "niente, non ce la si fa... Come facciamo ad avere tagliato sull’università se oggi il fondo di finanziamento è di 9,4 miliardi e quando siamo arrivati era 8,4?". Il sarcasmo della premier non si è fermato all’università, ma ha riguardato anche la questione fiscale. Riguardo l’abolizione del bollo, Meloni ha sottolineato l’opposizione sistematica del campo avverso: "Una volta che pensavamo di poter cantare insieme 'bollo ciao', niente, non gli è andato giù manco questo. Loro lo vogliono pagare il bollo, loro lo vogliono pagare perché lo abbiamo tolto noi. Faremo il conto corrente dedicato per i nostalgici del bollo auto, così lo possono pagare".

 

 

L’attacco ha poi toccato un altro tema: "Una risposta la devo anche ad alcuni presidenti di regione della sinistra, Movimento 5 stelle, Pd, che hanno detto: 'i soldi della campagna elettorale della Meloni li pagano le Regioni'". E da qui parte un attacco durissimo: "Veramente avete la faccia di parlare di chi paga le campagne elettorali dopo lo schifo del Superbonus? Dopo che avete accumulato 200 miliardi di debiti, che avete scaricato su questi ragazzi e sul governo successivo al vostro, perché Giuseppe Conte potesse andare in giro a fare la campagna elettorale dicendo che ti ristrutturavi casa 'gratuitamente'". E affonda di nuovo: "Ci vuole coraggio. La campagna elettorale del Movimento 5 stelle è costata a ciascun italiano nel 2022 3.500 euro, anche a quelli che una casa non ce l’avevano, anche a quelli che erano appena nati, a tutti". La presidente del Consiglio si è poi rivolta alla platea, tutta degli juniores: "In un tempo nel quale tutti vi dicono che dovete fondamentalmente apparire, voi avete scelto di appartenere. Sono due concetti molto diversi". Non è mancato poi un avvertimento in vista delle prossime sfide elettorali, tra intelligenza artificiale e rischio ingerenza straniere: "Gli algoritmi possono calunniarti ma non possono sovrascriverti. E guardate, lo dico con cognizione di causa, lo dico alla vigilia di una campagna elettorale nella quale vedremo all’opera gli strumenti di tutti coloro che in giro per il mondo non amano una democrazia solida, un’Italia forte, un leader libero".