Bufera sull'Anpi in piazza contro il ddl Antisemitismo
Fa discutere la scelta dei moderni partigiani 4.0 di scendere in piazza per dire «no» a un provvedimento di legge che avrebbe come unico fine evitare comportamenti «discriminatori» nei confronti di chi riceve offese e attacchi solo perché professa una religione diversa. Sorprende, e non poco, l’ultima nota dell’Anpi che critica il ddl solo perché proposto dal centrodestra: «Nasconde la possibilità di una gravissima lesione ai diritti di libertà politica, cultura e accademica, colpendo così le manifestazioni di posizioni critiche». Peccato, però, che con la normativa non si metta alcun bavaglio. Si dà, infatti, la possibilità a chiunque di criticare atteggiamenti ritenuti poco democratici. Si punisce, insomma, l’odio razziale e non il dissenso politico.
Ecco perché, secondo Fratelli d’Italia, l'associazione, «con simili prese di posizione», dimostrerebbe di essersi «ridotta a una delle tante sigle dell’estrema sinistra e di aver perso ogni credibilità». Marco Scurria, Ester Mieli, Ella Bucalo, Lucio Malan, Raffaele Speranzon e Giulio Terzi di Sant’Agata, componenti della Commissione Segre, evidenziano, con tale modus operandi, abbia nei fatti «gettato la maschera». Dovrà, infatti, condividere la protesta con sigle di sinistra-sinistra, come Potere al Popolo, Cambiare Rotta e Osa.
Per l’Osservatorio Israele, invece, partecipare al presidio, previsto domattina davanti Montecitorio, è «una scelta grave che lascia perplessi. Mentre l’antisemitismo continua a manifestarsi nelle piazze di mezza Europa, nelle università e sui social, una delle principali associazioni della memoria della Resistenza decide di mobilitarsi contro un provvedimento pensato per contrastarlo. Criticare le decisioni di un governo deve restare pienamente legittimo, ma non può diventare il pretesto per indebolire gli strumenti contro l'odio antiebraico».
A contestare l’Anpi pure Forza Italia. «Chi è contro questa legge – sottolinea il senatore Maurizio Gasparri - di fatto minimizza quest’ondata di antisemitismo. Ed è ancora più grave che, per giustificare tale atteggiamento, si ricorra a una sistematica campagna di menzogne, attribuendo a questa legge contenuti che non ha». La deputata Isabella De Monte ricorda, infatti, come il testo contestato sia stato voluto e condiviso anche da esponenti progressisti, come il senatore Graziano Delrio. Detto ciò, l'ennesima mobilitazione davanti alla Camera non basterà a fermare l’iter per approvare il ddl in via definitiva. «Ora l’obiettivo – evidenzia Mariastella Gelmini di Noi Moderati - deve essere chiaro: evitare ulteriori rinvii».
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