Caldo a scuola, Valditara stanzia 20 milioni di euro per i condizionatori in classe
Mancano ormai pochi giorni al suono della prima campanella e le temperature, nonostante il calendario segni settembre, non danno segni di cedimento. È in questo contesto che il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato uno stanziamento da 20 milioni di euro destinato agli istituti scolastici per l'acquisto di dispositivi di raffrescamento, nel tentativo di disinnescare le tensioni montate nelle ultime settimane tra sindacati, dirigenti e famiglie. Il pressing sul Ministero era iniziato con una petizione lanciata su Change.org da un'insegnante di un istituto superiore campano, che chiedeva di posticipare l'apertura delle scuole denunciando condizioni incompatibili con le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Alla protesta si era affiancata la voce della Flc Cgil, il cui vertice ha invitato a non far partire le lezioni laddove le temperature in classe non permettano di rispettare gli standard di salute e sicurezza previsti dalla normativa vigente. Sulla stessa linea la Uil Scuola, che attraverso il segretario Giuseppe D'Aprile ha ribadito come rinviare il rientro sia un palliativo, non una soluzione: il problema, ha sottolineato, è ormai strutturale e riguarda l'intero patrimonio edilizio scolastico italiano. A questo pressing il ministro ha risposto rivendicando la coerenza tra impegni assunti e fatti. "Lo avevamo promesso e lo abbiamo fatto", ha dichiarato, annunciando contestualmente che è allo studio un piano più ampio dedicato all'efficientamento energetico degli edifici scolastici. Valditara ha anche chiamato in causa gli enti territoriali – Comuni, Province e Città Metropolitane – invitandoli a fare la propria parte negli interventi strutturali necessari.
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I dati raccolti dal Portale Unico del Ministero dell'Istruzione, relativi all'anno scolastico 2023-2024, restituiscono un quadro impietoso: appena il 7% circa degli edifici scolastici italiani – poco più di 4.400 su un totale di circa 60mila, asili nido e materne comprese – dispone di impianti di climatizzazione o ventilazione. Le rilevazioni territoriali mostrano inoltre un'Italia a più velocità: si va dal 27% delle Marche al 15,8% della Sardegna, fino a regioni come la Toscana, dove la copertura si ferma addirittura al 6%, sotto la già bassa media nazionale. Non si tratta di un problema legato soltanto al comfort. Diversi tecnici ed esperti, tra cui le associazioni di settore che si occupano di sicurezza e di condizionamento dell'aria, avevano già segnalato da tempo, anche in anni precedenti, la necessità di intervenire sugli impianti di aerazione delle scuole, senza che la questione trovasse un seguito concreto nella programmazione degli interventi. Un'indagine pubblicata sull'American Economic Journal: Economic Policy, condotta su un campione di dieci milioni di studenti statunitensi, ha peraltro rilevato che le giornate scolastiche più calde sono associate a un peggioramento degli apprendimenti, un effetto che l'installazione di impianti di climatizzazione contribuirebbe a ridurre in modo significativo.
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Il tema non è nuovo nemmeno nella cronaca di quest'anno: già durante gli esami di maturità dello scorso giugno si erano registrati casi di studenti che avevano accusato malori per le temperature eccessive nelle aule, tanto da spingere le associazioni dei presidi a chiedere un piano urgente per dotare gli istituti di sistemi di climatizzazione adeguati. A pesare sulla situazione è anche l'anzianità del patrimonio immobiliare scolastico: oltre la metà delle strutture in uso in Italia risale a prima del 1976, in un'epoca in cui la questione del surriscaldamento globale non rientrava tra le priorità della progettazione edilizia e i picchi di calore si registravano tradizionalmente a scuole già chiuse per la pausa estiva. Con l'allungamento della stagione calda, che ormai coinvolge stabilmente anche i mesi di maggio, giugno e settembre, quella finestra di sicurezza si è di fatto azzerata, lasciando scoperte strutture pensate per un clima diverso da quello attuale. Lo stanziamento annunciato da Valditara rappresenta quindi una risposta immediata a un'emergenza contingente, ma il confronto tra amministrazione centrale, enti locali e organizzazioni sindacali sembra destinato a proseguire attorno alla questione più ampia: quella di un piano strutturale e pluriennale per adeguare l'edilizia scolastica italiana alle nuove condizioni climatiche.
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