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Legge elettorale e ballottaggio, La Russa inchioda la sinistra. Poi asfalta Vannacci: “Ha tradito”

Foto: Lapresse

Gianni Di Capua
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"Trovo incomprensibile la levata di scudi a sinistra contro il ballottaggio. L'avevo proposto io diversi mesi fa, e nella prima bozza c'era. L'intento era quello di avvicinare le posizioni tra destra e sinistra, non certo di dividere". Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, lo dice in un'intervista al Corriere della Sera. "È sempre stato più gradito alla sinistra. Il costituzionalista Ceccanti, audito su richiesta del Pd, si è speso molto a favore del ballottaggio. E anche Renzi (da capo del Pd), Bersani, D'Alema e Franceschini si pronunciarono a favore", aggiunge. A chi gli ricorda della posizione della Lega, risponde: "La Lega non è favorevole al ballottaggio, forse temendo che favorisca a suo danno Vannacci. Lui, al contrario, protesta e non vuole che venga introdotto. In realtà il senatore Pera ha presentato l'emendamento, non per fare dispetto a lui o al Pd, ma perché crede sia la soluzione migliore. E la sua statura ci impedisce di pensare diversamente". Che possibilità ha il ballottaggio di rientrare nel testo? "Improbabile - replica il presidente del Senato - ma non impossibile. Inferiori al 50%".

 

 

"Possiamo avere temi in comune, come ce l'abbiamo con Schlein (sostegno Ucraina) e perfino con i Cinque stelle. Ma ci sono sostanziali difformità: penso alla sparata contro il reato di femminicidio e alle decisive differenze in politica estera. E poi ha tradito la fiducia di Salvini. Da un generale si aspettava un comportamento etico diverso. Non glielo auguro ma non è difficile pensare che 'chi tradisce una volta tradirà ancora'. Senza contare che ha votato più con la sinistra che con il centrodestra". La Russa, risponde così al quotidiano che gli chiede se esclude in futuro convergenze con Roberto Vannacci. A chi gli ricorda che il fondatore di Futuro nazionale si proclama "vera destra", replica infine: "L'ho sentito dire a molti. A Forza Nuova e Casapound. Ma ancor prima Pino Rauti, pure un fior di intellettuale e legittimamente anche a Storace. Ma la continuità con la dovuta evoluzione è sotto gli occhi di tutti: è quella di Giorgia Meloni. Diceva Tatarella: bisogna difendere l'interesse degli italiani prima ancora di difendere doverosamente la nostra identità. Altrimenti ci si accontenta di fare pura testimonianza, facendo vincere la sinistra, per rivendicare di essere la vera destra".

 

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