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Legge elettorale, ecco le nuove regole: maggioranza certa a chi vince ma con tetti anti-monopolio

Foto: Lapresse

Gianni Di Capua
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Una soglia al 42% per ottenere il premio di governabilità, l'eliminazione del ballottaggio e un tetto più basso ai seggi assegnabili alla coalizione vincente per evitare maggioranze qualificate. Sono le principali modifiche al testo della nuova legge elettorale illustrate alla Camera dal ministro per le Riforme istituzionali, Elisabetta Casellati, che ha rivendicato il lavoro svolto dopo il confronto con esperti e opposizioni, definendolo un punto di equilibrio tra rappresentatività e stabilità. "Per accedere al premio di governabilità sarà necessario raccogliere un consenso pari almeno al 42% dei voti validamente espressi. Con la nuova soglia alla coalizione vincitrice del confronto elettorale sarà matematicamente assicurata una maggioranza in Parlamento", ha affermato Casellati, ricordando che "la Corte costituzionale si è già positivamente espressa sulla legittimità di un premio di maggioranza, collocando la soglia di accesso ragionevole intorno al 40% dei voti".

 

 

L'innalzamento della soglia, ha spiegato, è stato deciso perché durante le 75 audizioni svolte sul provvedimento "è stato da più parti evidenziato che questa soglia non avrebbe garantito matematicamente la conquista della maggioranza parlamentare". Con il nuovo sistema, invece, la maggioranza sarà assicurata "non già all'esito di imprevedibili e spesso incomprensibili alchimie trasformistiche, ma per una libera scelta degli elettori". Il ministro ha quindi difeso l'impianto della riforma, sostenendo che introduce "un meccanismo semplice, basato sul proporzionale corretto da un premio", che assicura "un'immediata, facile lettura del voto popolare" e "restituisce ai cittadini fiducia nel processo elettorale perché garantisce il rispetto della volontà popolare". Tra le novità anche l'eliminazione del ballottaggio, ritenuta necessaria per evitare il rischio di esiti diversi tra Camera e Senato: "Si è ritenuto opportuno eliminare del tutto il secondo turno", ha detto Casellati, spiegando che avrebbe potuto "generare una situazione di disordine istituzionale".

 

 

Casellati ha inoltre evidenziato la riduzione del tetto massimo dei seggi assegnabili alla coalizione vincente, che passa da 230 a 220 alla Camera e da 115 a 113 al Senato. "La ratio garantista della modifica è assolutamente nitida", ha osservato, spiegando che così "la maggioranza di governo non arriverebbe mai ai tre quinti del Parlamento in seduta comune", soglia decisiva per l'elezione dei giudici costituzionali e dei componenti laici del Csm. Il premio di governabilità scatterà inoltre solo se la stessa lista o coalizione supererà il 42% in entrambe le Camere; in caso contrario "tutti i seggi saranno assegnati secondo un riparto proporzionale". "Con i correttivi introdotti al testo base questo equilibrio tra rappresentatività e governabilità è stato portato a un punto più avanzato, in piena coerenza con i dettami della giurisprudenza costituzionale", ha concluso il ministro.

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