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Governo, Salvini e le elezioni anticipate: “Parole forzate”. La maggioranza chiude il caso in poche ore
Nessun "caso Salvini": il pensiero del leader leghista, assicurano all'Adnkronos da Fratelli d'Italia, "è stato forzato". Nel partito della premier si prova così a smorzare sul nascere le polemiche esplose dopo le parole del ministro delle Infrastrutture sul possibile ritorno alle urne in anticipo, successivamente chiarite con una precisazione.
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Tutto parte dall'intervento di Salvini a Trento, dove il vicepresidente del Consiglio, rispondendo a una domanda sulla durata della legislatura, ha osservato che il voto a scadenza naturale non è affatto scontato e che molto dipenderà anche dall'andamento dell'economia. "Non lo so. Dipende anche dai fattori economici. Ripeto, noi al 25 febbraio eravamo non dico tranquilli, perché uno che fa il ministro dei lavori pubblici in Italia non è mai tranquillo. Però c'era una situazione economica in crescita. C'era una situazione sui cantieri tranquilla. Adesso...". Il ministro evidenzia quindi un peggioramento del quadro macroeconomico: inflazione in risalita, caro bollette, aumento del prezzo dei carburanti e calo della fiducia di imprese e consumatori. Uno scenario che definisce "la tempesta perfetta", richiamando le tensioni tra Washington e Teheran.
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Le dichiarazioni rimbalzano immediatamente nelle chat della maggioranza, fino a Villa Pamphilj, dove la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è impegnata, insieme a mezzo governo, nel vertice Italia-India con il premier Narendra Modi. Le prime reazioni dall'esecutivo non tardano ad arrivare. Il ministro della Difesa Guido Crosetto, interpellato dai cronisti alla Camera sull'ipotesi di elezioni anticipate evocata da Salvini, replica con poche parole: "Non lo so, fin quando devo andare a servire il Paese continuo a servirlo...". Più netto Antonio Tajani: il segretario di Forza Italia e vicepremier esclude qualsiasi scenario di voto anticipato e ribadisce con fermezza che "la legislatura arriverà a scadenza naturale". Tajani riconosce le difficoltà del contesto internazionale, citando la crisi di Hormuz, ma sottolinea che l'Italia "sta reagendo in maniera positiva". Le polemiche e le critiche delle opposizioni spingono infine Salvini a tornare sull'argomento da Trento per chiarire il suo pensiero. "Ribadisco che il nostro obiettivo è di arrivare assolutamente a fine legislatura", afferma, precisando di aver semplicemente richiamato le difficoltà legate a uno scenario economico globale che rende più complessa l'azione di governo. Il vicepremier contesta inoltre una lettura distorta delle sue dichiarazioni: "Qualche collega ha scritto sulla durata del governo, poi è sempre colpa di chi si spiega e quindi mai di chi scrive". Il numero uno del Carroccio conferma quindi di non pensare "minimamente" a una conclusione anticipata della legislatura, fissando l'orizzonte al 2027 e aggiungendo che votare "con le guerre finite" sarebbe auspicabile, soprattutto per cittadini e imprese. "Ho letto le sue dichiarazioni, poi ho letto quanto aggiunto. Al Paese serve un governo stabile, con una leadership come quella della Meloni, andiamo avanti", l'opinione del ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ospite di Zapping, su Rai Radio 1. In Fratelli d'Italia, nel frattempo, la vicenda viene archiviata nel giro di poche ore. Fonti autorevoli del partito sostengono che Salvini "ha smentito subito" e parlano di una dichiarazione "forzatissima", frutto di una sintesi impropria di risposte diverse. Nel partito della premier, assicurano le stesse fonti, non c'è alcun dubbio sulla necessità di completare la legislatura, posizione che — viene sottolineato — riguarda anche lo stesso leader della Lega, che nella successiva precisazione "è stato netto".