Migranti in Albania, Kelany: "Il centro di Gjader è funzionante, smontate le bugie della sinistra"
La responsabile immigrazione di FdI: «Altro che fallimento» Le toghe «hanno ritardato le procedure accelerate di frontiera»
«Questa nostra visita ha smontato, in ogni punto, la narrazione della sinistra, che racconta, in Italia, di un fallimento smentito dai numeri. Oggi lo abbiamo visto con i nostri occhi: questo modello funziona eccome». Sara Kelany, responsabile immigrazione di FdI, racconta la giornata di ieri, trascorsa insieme alla delegazione del suo partito, in Albania.
Ci spiega i motivi di questa visita al Cpr di Gjader della delegazione di FdI?
«Il motivo è presto detto: siamo venuti a verificare prima, a testimoniare poi che il Cpr funziona eccome. A differenza di quello che racconta la sinistra nel nostro Paese. Non solo, funziona a pieno regime. E per confermarglielo, le cito due numeri: su 96 posti disponibili, attualmente si trovano a Gjader 82 migranti. Quindi circa il 90% della struttura è funzionante. Ecco, mi pare del tutto evidente come non si possa, neppure lontanamente definirlo un fallimento.
Al contrario, il Cpr, oggetto della nostra visita, è una struttura che funziona e funziona bene. Abbiamo parlato con gli operatori presenti, polizia, carabinieri e guardia di finanza. Abbiamo visitato il centro sanitario e abbiamo dialogato con degli operatori sanitari presenti. Le dico che ho trovato un luogo pulitissimo, ordinato ed efficiente. Nel dispositivo di sicurezza ho potuto osservare una grande serenità».
Ha trovato le strutture pronte ed efficienti o ancora serve del tempo per poterle utilizzare al massimo?
«Voglio essere trasparente su questo punto: qui in Albania è tutto pronto. Non serve assolutamente altro tempo, il Cpr è in uso, funziona e funziona bene.
Anzi, questo modello è la dimostrazione che il nostro governo vuole davvero combattere l'immigrazione clandestina e rendere le nostre città più sicure».
Quanto hanno inciso certe discutibili decisioni delle toghe rosse sul funzionamento dei due Cpr in Albania?
«Hanno inciso e molto. Perché hanno ritardato l’entrata in vigore di quella parte di centro adibito alle procedure acceleratedi frontiera. Ci sono stati dei giudici che, incredibilmente, hanno ritenuto non sicuri Paesi come l'Egitto o il Bangladesh. Oggi, anche sul Cpr, ci sono situazioni che lasciano basiti: pensi che, se un migrante reiterala domanda di asilo, ci sono giudici che impongono al nostro Paese di riportare questi migranti in Italia e di rimetterli a piede libero, in attesa del nuovo pronunciamento sulla suddetta domanda di asilo. Io vorrei ricordare come qui a Gjader vi siano persone spesso pericolose, che si sono macchiate di crimini e rappresentano per i nostri cittadini un pericolo».
La sinistra ironizza e considera questa esperienza fallimentare. Come risponde ai progressisti?
«Partiamo dal ricordare come i nostri parlamentari siano andati in tutti i Cpr presenti in Italia. E, in ogni caso, non è la sinistra che decide dove i nostri eletti possano o debbano recarsi. I progressisti sono venuti tante volte qui, in Albania, e non abbiamo mai detto nulla. Oggiveniamo noi e ci attaccano. Sa perché lo fanno?
Perché la loro mentalità è e resta quella del regime comunista. Probabilmente non vogliono che si racconti come questo Cpr funziona e funziona bene».
In Toscana il Viminale ha avvertito il governatore che verrà realizzato un Cpr in provincia di Massa Carrara. La sinistra toscana ha alzato le barricate. Perché questo atteggiamento esclusivamente ideologico?
“La sinistra, su questo tema, ha da sempre un approccio ideologico. Noi, al contrario, vogliamo che le nostre città sia più sicure. E i numeri ci dicono che esiste un nesso evidente tra l’immigrazione incontrollata e i reati come furti, scippi o rapine. Ci aspettiamo che la sinistra sia più matura quando si parla di sicurezza nelle nostre città, ma il rischio che tale atteggiamento più maturo non arrivi mai esiste eccome».
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