Leggi il settimanale
Cerca
Edicola digitale
+

Pd, le contraddizioni di Franceschini: “Schlein è una vincente”. Poi incorona Silvia Salis

Foto: Lapresse

Luigi Frasca
  • a
  • a
  • a

"Intanto abbiamo stabilito il perimetro della coalizione, questo è stato il frutto del lavoro meritorio di Elly Schlein, ma anche di Giuseppe Conte e degli altri leader del centrosinistra. Anche le regionali, e le battaglie in Parlamento e il referendum hanno contribuito a costruire il perimetro della coalizione. So che in politica non si danno mai meriti, ma mi piacerebbe che si riconoscesse che, con la scelta del 2019 di non andare al voto e di dare vita al governo, abbiamo gettato le basi della costruzione dell'alleanza con cui andremo alle elezioni". Si è espresso così Dario Franceschini in un'intervista al "Corriere della sera". Quanto alla scelta del leader della coalizione, prosegue, "innanzitutto vorrei dire che il fatto che Conte, il lunedì del referendum, abbia detto 'sì' alle primarie significa che, per i Cinque stelle, la prospettiva della coalizione è definita e rappresenta anche un risultato per noi del Pd che abbiamo sempre proposto questo strumento".

 

 

"Io credo che i meccanismi di scelta del leader nel nostro campo siano due: o si fa come la destra e si individua il leader del partito più grande; o si fanno le primarie, che continuo a pensare siano il modo più trasparente e coinvolgente, se usate in modo virtuoso, di operare questa scelta", continua. Ma il Pd starà effettivamente con Schlein alle primarie? "Per quel che riguarda il Pd è tutto chiaro - risponde l'ex ministro della Cultura -. Nello statuto c'è scritto che è il segretario o la segretaria il candidato. Ma, oltre allo statuto, c'è la politica: Schlein è una vincente, ha vinto le primarie, le elezioni regionali e ha costruito una coalizione che sembrava impossibile costruire".

 

 

Non si parla più di federatori? "Non è più stagione - risponde -. Un conto è avere la personalità incontestabilmente capace di legare tutta la coalizione, come fu Prodi, ma cercare per forza qualcuno non ha senso, i partiti del centrosinistra hanno una classe dirigente adatta per questo ruolo. Quindi, il modo migliore per fare questa scelta sono le primarie. Ma quello che vorrei evitare, concordando che le faremo, è il tormentone 'primarie sì, primarie no' per mesi, anche perché non saranno prima della fine del 2026 o dell'inizio del 2027". Per quanto riguarda Silvia Salis, afferma Franceschini, lei stessa "ha detto che non intende partecipare alle primarie e che, se le venisse chiesto di fare la candidata, sarebbe disponibile". "Io credo che Salis, che è giovane, ha qualità ed è sindaco di Genova, sarà uno dei leader di primo piano del nostro campo, nei prossimi anni".

Dai blog