Legge elettorale per la stabilità, il centrodestra manda in tilt la sinistra: "Inaccettabile"
L'obiettivo è la stabilità, tanto che qualcuno già parla di 'stabilicum': nel corso della notte è stata raggiunta in maggioranza l'intesa sulla legge elettorale. Un testo che prevede il superamento dei collegi uninominali, previsti nell'attuale 'Rosatellum', per abbracciare un sistema proporzionale con premio di maggioranza, pari a 70 seggi alla Camera e 35 al Senato, che vengono assegnati alla coalizione in grado di superare il 40% dei consensi, mentre si prevede un ballottaggio tra la prima e la seconda coalizione se queste dovessero ottenere tra il 35% e il 40% dei voti. Il nome del candidato premier non sarà sulla scheda ma sul programma. Le soglie di sbarramento, invece, restano uguali all'attuale legge, ovvero 3% per i singoli partiti e 10% per le coalizioni. Infine, niente preferenze. Si aprirà, nelle prossime settimane, il nodo del coinvolgimento delle opposizioni, da subito però critiche: "Apprendiamo da giornali e agenzie di un vertice notturno di maggioranza. In un paese normale, un paese attraversato da tante emergenze economiche e sociali, ci saremmo aspettati, da un governo e una maggioranza seri, un vertice notturno per reperire più risorse per Niscemi, per approvare magari il salario minimo, per affrontare la questione del congedo paritario dopo che la ministra Calderone ha affermato, in una intervista, di volerlo e che invece Giorgia Meloni ha affossato. Invece no, la loro priorità oggi, la loro unica preoccupazione, è solo quella di garantire se stessi, cambiando la legge elettorale in modo irricevibile", affermano in una nota i presidenti dei gruppi parlamentari del Pd di Senato e Camera Francesco Boccia e Chiara Braga e il capo delegazione dem a Bruxelles Nicola Zingaretti.
L'accordo nella maggioranza sulle legge elettorale, che sarebbe arrivato nella notte, "è il segnale chiaro della difficoltà della maggioranza, che presenta la legge elettorale a un mese dal referendum, il problema è che hanno paura che di fronte a una vittoria del No al referendum non riuscissero più a trovare un accordo?". Così Angelo Bonelli, durante una conferenza stampa di Avs con Nicola Fratoianni sulla referendum sulla giustizia. "Le leggi elettorali non si modificano unilateralmente, se pensano di fare come con la riforma della giustizia dove nemmeno un emendamento delle opposizioni e stato approvato, il segnale è chiaro". Fratoianni, rivolto alla maggioranza, avvisa: "Non ci provate: questo è chiaramente un tentativo di spostare il discorso. Fino al 23 marzo parliamo di referendum, dopo semmai vedremo". Bonelli e Fratoianni spiegano di non aver avuto nessun contatto con la maggioranza sul tema legge elettorale: "L'accordo lo ha raggiunto la maggioranza ieri notte, noi abbiamo semplicemente letto le agenzie. Non conosciamo la proposta e non ci sono stati abboccamenti".
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