Leggi il settimanale
Cerca
Edicola digitale
+

Dazi, Urso frena sullo scontro con Trump: “Nessuna fuga in avanti o reazioni di pancia”

Foto: Lapresse

Luigi Frasca
  • a
  • a
  • a

“Nessuna fuga in avanti”. Si esprime così il ministro delle Imprese Adolfo Urso in un'intervista alla Stampa confermando la linea prudente dell'Italia sulla risposta da dare a Washington dopo i nuovi dazi annunciati ieri da Donald Trump. “Credo siano misure transitorie in attesa di altri interventi, con altre basi legali. In linea di massima - osserva - se fosse così, 15 per cento per tutti, si ridurrebbe il vantaggio competitivo che l'Unione ha acquisito con la soluzione negoziale rispetto a Cina e altri Paesi che avevano tariffe ben più alte, e che la decisione della Corte Suprema ha cancellato. Valuteremo insieme agli altri partner cosa fare per indirizzare al meglio la Commissione, sempre in modo consensuale e con prospettive negoziali”.

 

 

La reazione della Corte Suprema americana "era nell'aria da tempo. La reazione dei mercati lo conferma".  Non bisogna, prosegue Urso, "reagire di pancia ma con la testa, tenendo conto che gli Stati Uniti non sono solo il nostro principale mercato extraeuropeo, ma anche il principale alleato politico e militare, necessario per la difesa e la libertà del Continente e garantire le nostre linee di approvvigionamento. Stiamo lavorando con gli altri partner per raggiungere l'autonomia strategica del continente: pensiamo all'energia, alle materie prime critiche, allo spazio e alla difesa. E però ci vuole tempo per raggiungere l'obiettivo. Oggi siamo vulnerabili, e dobbiamo agire con gli Stati Uniti". 

 

 

In ogni caso “noi non interferiamo mai su questioni che riguardano le istituzioni di altri Paesi. Agiamo solo a difesa degli interessi nazionali, come abbiamo fatto anche nei confronti dell'amministrazione Trump. Abbiamo sostenuto con la Commissione europea la strada dell'intesa quando altri reclamavano la guerra commerciale o il boicottaggio, e supportando le nostre imprese a resistere negli Stati Uniti”. Urso rivendica come “i risultati ci danno ragione: nel 2025 le nostre esportazioni sono cresciute del 3,3 per cento, il risultato migliore tra le potenze del G7, del 7,1 per cento negli Stati Uniti. Abbiamo toccato per la prima volta il record storico di 643 miliardi di dollari, affiancando il Giappone come quarto Paese esportatore globale. Nel contempo sono continuati a crescere gli investimenti esteri in Italia e abbiamo scalato sette posizioni nel Global Attractiveness Index, passando dalla 23esima posizione nel 2022 alla 16esima nel 2025”. Quanto alla riunione di lunedì della task force convocata dal ministro Tajani “da parte nostra - spiega - come sempre c'è il massimo supporto. Non c'è alcuna emergenza, ma la necessità di agire come sistema Paese”.

Dai blog