Carc, comunisti minacciano Kelany e Fratelli d'Italia: “È l'ora della controffensiva”
Un linguaggio osceno, triviale. Che va ben al di là della comune dialettica politica. Una serie di minacce, tutt’altro che velate, rivolte a chi vuol difendere la legalità. A chi si è stancato di voltarsi dall’altra parte quando antagonisti, comunisti radicali ed estremisti occupano abusivamente spazi non propri. In spregio a una delle principali differenze tra il capitalismo (che ha reso ricca e prospera l’Europa) e il comunismo (cancellato dalla storia): la proprietà privata. E così i Carc hanno pubblicato un video che lascia davvero sgomenti. «Lanciamo un appello alla controffensiva, ai compagni e alle compagne – dice, con fiera convinzione, un ragazzo poco più che trentenne – ai democratici e ai progressisti, agli organismi popolari ed operai, ai movimenti. Sostenetela, mettendoci la faccia e la firma: rimettiamo quei fascisti di merda al loro posto. E lanciamo un appello anche a deputati e senatori democratici e antifascisti».
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Nel girato, poi, appare una donna, che parla dalla sede dei sognatori del Sol dell’Avvenire. «Ad ottobre una squadra di parlamentari di Fratelli d'Italia ha presentato un'interrogazione al ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, per chiedere provvedimenti contro il partito dei Carc. L’obiettivo era chiaro: rafforzare la criminalizzazione dell'intero movimento popolare e alimentare la campagna mediatica su cui si regge la repressione poliziesca e giudiziaria. Quello che non si aspettavano è che il partito dei Carc li querelasse». Nel girato torna a parlare l’uomo con barba e berretto in testa: «Da quel momento Sara Kelany pubblica invettive e provocazione sui social. Arrivando a canzonare il fatto che i rivoluzionari si rivolgono alla magistratura. È così abituata all’impunità da non capacitarsi del fatto di dover rispondere di quello che dice e di quello che fa». Il video, interminabile e noioso come solo i nipotini di Carlo Marx sanno essere, mette in scena un terzo ragazzo. «Stiamo lavorando perché questa querela non resti uno scontro con FdI, ma diventi uno strumento di lotta contro la censura, la repressione, l’impunità e la tracotanza che caratterizza il governo Meloni».
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Al centro di questo attacco di bile, lo sgombero del centro sociale di Torino, Askatasuna. Il 22 agosto 2024 la delegazione del (nuovo) Partito Comunista Italiano ha diffuso un documento dal titolo “Sviluppare la denuncia e la lotta contro organismi e agenti sionisti in Italia, per sostenere la resistenza del popolo palestinese”. Il cosiddetto Comitato Centrale del (nuovo) Partito Comunista Italiano dichiarava di far proprio l’appoggio alla resistenza palestinese. «Le sigle della sinistra extraparlamentare come i Carc e il Nuovo Partito Comunista stanno alzando il tiro e aderendo a movimenti ProPal ed alle istanze dei centri sociali più violenti come Askatasuna – ha affermato Sara Kelany -. Si sta generando un clima che ci ha fatto assistere non solo alle violenze di Torino, con agenti presi a martellate, ma anche a devastazioni nelle principali città italiane con danni alle strutture logistiche. Abbiamo denunciato queste derive e per tutta risposta i Carc ci hanno querelato, mentre il Nuovo Partito Comunista aggiornava la vergognosa lista di proscrizione degli amici dei sionisti con i nostri volti, nomi e cognomi». Sulla stessa linea che il deputato di FdI, Francesco Filini: «È evidente che ci troviamo di fronte a un gruppo di ragazzotti alla disperata ricerca di visibilità, nella mia vita politica ho subito tante minacce e aggressioni, sin da quando andavo a scuola, da parte dei cosiddetti antifascisti, non sono mai riusciti ad intimidirmi. Figuriamoci se mi spaventano i Carc».
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