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Ronzulli (Forza Italia): "Come si fa a non avere paura di giudici come Gratteri? Le sue intimidazioni per il no"

Edoardo Sirignano
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«Referendum? Stiamo facendo un doppio sforzo perché ogni giorno dobbiamo smontare tutte le fake news che la sinistra diffonde. Per loro è più facile fare propaganda con menzogne. Noi dobbiamo spiegare perché non è così e entrare nel merito, usando il solo metro della verità. La propaganda della sinistra è arrivata al punto di evocare al fascismo, inventarsi che i Pm finiranno sotto il controllo dei governi, associare l’immagine degli atleti olimpici alle ragioni del no. Il nostro obiettivo è ridurre al minimo l’astensione e favorire la massima partecipazione». A dirlo Licia Ronzulli, vicepresidente di Palazzo Madama e senatrice di Forza Italia.

Ritiene ci sia una correlazione diretta tra immigrazione clandestina e criminalità?

«Esiste ed è evidente. Chi entra in modo irregolare in Italia, molto spesso finisce per delinquere. I dati parlano chiaro. Il 60% degli arrestati per furti, rapine e spaccio sono stranieri e quasi sempre irregolari. In carcere rappresentano più del 40% dei detenuti».

Come valuta l’ultimo pacchetto sicurezza?

«Va nella direzione giusta. Negli ultimi hanno abbiamo raggiunto alcuni obiettivi: -60% di sbarchi e + 55% di rimpatri. Vogliamo dare più strumenti alle forze dell’ordine per contrastare i delinquenti ed espellere gli immigrati con condanne. Chi viola le nostre regole non può restare».

«Giustizia condizionata da un vergognoso mercato delle nomine». Condivide la preoccupazione di Marina Berlusconi?

«La condivido pienamente. Parliamo di correnti e tatticismi politici che hanno drogato il nostro sistema giudiziario, rendendolo sempre meno equo e trasparente. La riforma nasce proprio per spezzare questo meccanismo. Noi vogliamo una magistratura che resti indipendente, ma come diceva il Presidente Berlusconi la magistratura non deve solo essere indipendente, deve anche apparire tale, e oggi non sempre è così. Poi ultimamente alcune dichiarazioni di magistrati lasciano davvero basiti».

Si riferisce a?

«A Nicola Gratteri che ha accusato chi vota Sì al referendum di essere un delinquente. Se non è intimidazione questa... Mi chiedo davvero come si fa, dopo queste affermazioni, a non avere paura di cadere nelle mani di certi magistrati».

La figlia del Cav, intanto, lancia un ulteriore appello al ringiovanimento e al rinnovamento di Forza Italia. Siete pronti a passare dalle parole ai fatti?

«Marina interpreta, nel solco del padre, la necessità per un movimento come Forza Italia di restare al passo con i tempi. Questo richiede il coraggio di accogliere idee e proposte innovative che avvicinano nuove energie senza sentirsi messi in discussione».

Il campo di gioco, nel frattempo, è cambiato. Vannacci, ad esempio, lascia la Lega. La preoccupa questa scissione?

«No. Ora ha visibilità perché quando c’è qualcuno che esce da un partito attira l’attenzione della stampa e soprattutto dei detrattori. Più che una scissione, mi sembra la scelta di poche persone che hanno deciso di intraprendere un percorso diverso e lontano dai valori che tengono unita la nostra colazione di centrodestra. Questa è solida perché fondata su valori condivisi e su una cultura di governo, non su fughe in avanti o radicalizzazioni».

Come vede questo dialogo con Calenda, che tra l’altro guadagna anche Gualmini dal Pd?

«Penso che debba continuare a fare il terzo polo per sottrarre i voti ai moderati che non vogliono votare per il Pd della Schlein e il passaggio dell’On. Gualmini ne è un esempio concreto. Se alle amministrative deciderà di sostenere il candidato di centrodestra, perché è di questo che si parla per dirla chiaramente, chi sono io per dire no, ma non può essere Calenda a dettare le condizioni, e addirittura offrirgli gratis una vetrina che confonde i nostri elettori. Come in qualsiasi accordo, prima si chiariscono le regole di ingaggio e poi ci si siede al tavolo. Chiarezza prima di tutto».

La sinistra odierna adesso, però, deve confrontarsi con la grana Albanese. Ora pure la Francia ne chiede le dimissioni...

«La vicenda delle ultime imbarazzanti dichiarazioni della Albanese come del resto la vicinanza di molti parlamentari ad Hannoun e la prossimità coi delinquenti di Askatasuna, indicano chiaramente come la sinistra non voglia liberarsi di questi personaggi per paura di perdere un pezzo del proprio bacino elettorale»

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