Meloni sta con Pucci: "Deriva illiberale", doppia morale della sinistra sulla satira
Per anni l'hanno considerata "Cosa Loro". Uno spazio dal quale poter sfottere la cultura cattolica, le tradizioni italiche e far credere che il politicamente corretto, le grottesche follie woke e l'invasione di massa dall'Africa fossero fenomeni non solo irreversibili, ma persino positivi per il nostro Paese. Così oggi non sorprende l'attacco sguaiato ad Andrea Pucci, comico lombardo, diventato famoso grazie a Colorado. La sua colpa? Non essere di sinistra.
Quando è stata annunciata la sua presenza al prossimo Festival di Sanremo si sono scatenati i tromboni stonati messi in moto dai nipotini di Carlo Marx. Dopo un giorno di riflessione, il cabarettista meneghino, grande amico di Bobo Vieri, ha detto basta. Rinuncio al Festival perché certi epiteti ("fascista") non li accetto. Un gesto nobile, che però non cancella la questione. Ovvero che la sinistra pretende, ancora oggi, di essere egemone nel mondo della cultura. Un tema delicato, sul quale è intervenuto anche il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Pucci a Sanremo, il Pd impazzisce: "Comico fascista e omofobo"
"Fa riflettere che nel 2026 un artista debba sentirsi costretto a rinunciare a fare il suo lavoro a causa del clima di intimidazione e di odio che si è creato attorno a lui. Esprimo solidarietà ad Andrea Pucci, che ha deciso di rinunciare a Sanremo a causa delle offese e delle minacce rivolte a lui e alla sua famiglia. È inaccettabile che la pressione ideologica arrivi al punto da spingere qualcuno a rinunciare a salire su un palco - così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sui social - Ma anche questo racconta il doppiopesismo della sinistra, che considera "sacra" la satira (insulti compresi) quando è rivolta verso i propri avversari, ma invoca la censura contro coloro che dicono cose che la sinistra stessa non condivide. La deriva illiberale della sinistra in Italia sta diventando spaventosa".
Pucci rinuncia a Sanremo, vince la censura rossa. E poi dicono TeleMeloni...
Che fine ha fatto la sinistra paladina della satira? In realtà, a ben vedere, la linea di pensiero della rive gauche della politica italiana non è mai cambiata. Difendevano a spada tratta chi attaccava la destra, la derideva, ne mostrava i lati surreali. Salvo poi prendersela, senza andare troppo a ritroso nel tempo, con Checco Zalone. La solita doppia morale che ha stancato un po' tutti.
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