Catapulte, bombe e jammer: l'arsenale dell'odio rosso. Crosetto: da combattere come le Br
Non manifestanti ma guerriglieri da combattere come è stato fatto con le Brigate Rosse. Il ministro della Difesa Guido Crosetto su X promuove la linea dura dopo i fatti di Torino, i tremendi scontri durante il corteo per Askatasuna che ha visto tra l'altro un poliziotto ferito da tre colpi di martello. "Sono stato per una breve vista al Comando Provinciale dei Carabinieri a Torino dove ho incontrato alcuni Carabinieri che si sono trovati coinvolti nella guerriglia urbana scatenata ieri dai militanti vicini ad Askatasuna", scrive l'esponente del governo di Giorgia Meloni.
"Ho fatto solo il mio dovere". Chi è il poliziotto ferito dalla "banda del martello"
A Torino "!oltre 1000 persone. Organizzate militarmente. Con una strategia da guerriglia urbana, divisi in due grandi blocchi - riepiloga Crosetto - Bombe carta piene di chiodi, molotov, jammer per impedire le comunicazioni tra le forze dell'ordine, spranghe di ferro, scudi, maschere, occhiali di protezione, maschere antigas, caschi, catapulte per lanciare pietre enormi. Non sono manifestanti, sono guerriglieri, sono bande armate che hanno come obiettivo quello di colpire lo Stato e chi lo serve. Non un Governo ma lo Stato".
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Eppure a sinistra non mancano le voci tenere nei loro confronti. "Supportarli, accettarli, giustificarli, cercare di sminuire é, a mio avviso, inaccettabile- conclude Crosetto - Devono essere combattuti come sono state combattute le Brigate Rosse e non essere trattati come 'compagni che sbagliano'. Il giudizio di fronte a questi fatti deve vederci tutti uniti come lo furono le forze politiche negli anni del terrorismo. Non è in gioco una parte politica ma la Repubblica Italiana".
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