Lega, il messaggio di Salvini: "Ci sono capitani e generali ma la forza è la truppa"
Serrare i ranghi e tracciare un percorso in vista dei prossimi appuntamenti, a partire dal referendum sulla giustizia, con lo sguardo rivolto anche alle elezioni politiche del 2027. Matteo Salvini chiude la tre giorni della Lega a Roccaraso e Rivisondoli, nell'Aquilano, dal titolo 'Idee in movimento', e manda anche una frecciatina a Roberto Vannacci. "La Lega è una famiglia, è una comunità. Non siamo una caserma. Qualcuno mi chiama capitano. Ci sono capitani, generali, colonnelli, marescialli. La forza della Lega è la truppa, è il popolo", scandisce il vicepremier e leader del Carroccio. Che, dopo gli ultimi addii nel gruppo della Camera di Davide Bergamini e Attilio Pierro, è tranchant: "Non abbiamo bisogno di pesi improduttivi. Qualcuno ritiene che sia più garantito il suo seggio da altre parti. Vai, anche perché, sciocco, la storia insegna che chi esce dalla Lega finisce nel nulla. Quantomeno risparmiate ai militanti il 'lungo e travagliato percorso di coscienza'. Ditelo: 'Voglio la poltrona'".
La ricetta della Lega: "Difendere i valori dell'Occidente dall'Islam"
Rivolgendo poi lo sguardo all'attività nell'esecutivo, Salvini assicura: "Io mi trovo benissimo con Giorgia e con gli altri con cui siamo al governo, però la Lega e la Lega. Per tre anni e mezzo assoluta stabilità, continuità e serietà". Il segretario del Carroccio rivendica il 'no' all'Europarlamento sul Mercosur, ma d'altronde "non siamo in un partito unico al governo". E poi tocca il dossier caldo dell'Ucraina. "Abbiamo sentito Zelensky che, dopo tutti i soldi, tutti gli sforzi e gli aiuti, ha pure il coraggio di lamentarsi. Amico mio, stai perdendo la guerra, credibilità e dignità, firma l'accordo di pace il prima possibile. Devi scegliere fra una sconfitta e una disfatta", rimarca Salvini. Che poi specifica: "È chiaro che bisognerà garantire protezione e sicurezza per evitare altri sconfinamenti e altre aggressioni, però nel decreto Ucraina per la prima volta quest'anno ha preso lo spazio primario grazie alla Lega la difesa dei civili rispetto alle armi".
Salvini all'attacco: "La famiglia è basata su un uomo e una donna. Il 18 aprile in piazza per difendere l'Occidente""
Altro capitolo del suo intervento di chiusura la questione sicurezza. Salvini non le manda a dire: "Nel rispetto dei codici e delle regole, ragazze e ragazzi in divisa dovrebbero avere ancor più le mani libere per difendere la nostra e la loro sicurezza". Poco prima di lui il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, fa sapere che il pacchetto a cui sta lavorando il governo potrebbe arrivare "entro la prima settimana" di febbraio in Cdm. Intanto, il leader leghista torna sui militari di 'Strade sicure', dopo la polemica con il ministro della Difesa, Guido Crosetto: "Qualcuno ha detto di iniziare a toglierli. No, a costo di sembrare scomodi, 'la Lega rompe', noi riteniamo fondamentale aumentare la presenza dei militari, almeno 10mila".
Sicurezza, Salvini: "Mani più libere alle forze dell'ordine e 10 mila soldati nelle città"
Quindi, dopo aver toccato altri temi, tra cui l'autonomia ("Sarà norma entro la fine della legislatura", la promessa), Salvini dà appuntamento al 18 aprile: "Piazza Duomo a Milano chiamerà a raccolta i patrioti di tutta Italia e di tutta Europa, nel nome della protezione dei nostri valori, della cultura occidentale". Ma fa discutere l'incontro al ministero con Tommy Robinson, esponente dell'estrema destra britannica. "Potrò incontrare chi fico secco ho voglia di incontrare, se voglio fare battaglie comuni con qualcuno?", il suo commento dal palco di Rivisondoli.
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