Ddl antisemitismo, il Pd è una polveriera. “Nessuna ci ha consultato”, è scontro interno
In attesa che il testo arrivi all'esame dei senatori del Partito Democratico, il disegno di legge sull'antisemitismo fa registrare un nuovo picco di tensioni all'interno del partito guidato da Elly Schlein. Il riassunto delle puntate precedenti parla di un testo, quello che porta la firma di Graziano Delrio, respinto ufficialmente dal gruppo del Pd al Senato perché a rischio bavaglio: il timore era che l'applicazione delle norme del ddl Delrio portasse a silenziare tutte le voci critiche nei confronti del governo israeliano. Da lì uno scontro interno che ha avuto il suo acme durante l'assemblea del Pd, il 14 dicembre scorso, e la decisione di lavorare a un nuovo testo che fosse più largamente condiviso. Questo testo dovrebbe arrivare domani all'assemblea dei senatori dem di domani mattina, alle 9,30. La convocazione dei senatori è arrivata oggi, con una mail in cui si legge: "Assemblea di Gruppo convocata per domani, giovedì 22 gennaio, ore 9,30. Odg: Ddl antisemitismo".
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La convocazione arriva a stretto giro dalla presentazione del ddl di Fratelli d'Italia, che si aggiunge a quelli già presentati. Il primo, di due anni fa, è quello del capogruppo della Lega Massimiliano Romeo. E, stando a quanto si dice in Senato in queste ore, dovrebbe essere proprio quello di Romeo a essere adottato come testo base assieme a quello del renziano Ivan Scalfarotto, praticamente identico. I riformisti del Pd, schierati a favore del testo di Graziano Delrio, vedono la convocazione dell'assemblea dei senatori come un "modo per non perdere la faccia" davanti agli altri partiti che hanno già depositato testi propri. Ieri in Commissione Affari Costituzionali si sarebbe dovuto decidere se votare il rinvio al Comitato Ristretto o adottare immediatamente un testo base. Si è scelto di fissare la data per l'adozione del testo base il 27 gennaio, Giorno della Memoria. In serata, poi, Fratelli d'Italia ha presentato un proprio testo. Mancava, dunque, quello del Partito Democratico (Avs non presenterà alcun testo e M5s sta ancora valutando se presentarne uno suo).
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"E' bene sia stato fissato il termine del 27 gennaio per l'adozione del testo base" sul disegno di legge per il contrasto all'antisemitismo "in commissione al Senato", spiega Delrio: "Bene anche che sia stato fissato il termine per la presentazione degli emendamenti il 10 febbraio. Ora la certezza del percorso è fuori discussione. Tuttavia", aggiunge Delrio, "i tempi potevano essere più brevi, si sarebbe potuto completare il percorso in tempo per il Giorno della Memoria. Anche alla luce dei tanti episodi di antisemitismo che si registrano". La scelta di votare l'adozione del testo base fra una settimana viene letta dai riformisti dem come un 'gentlemen agreement' fra Pd e FdI, che eviterebbero così di lasciare ai riformisti, da una parte, e alla Lega e FI dall'altra, l'iniziativa su questa materia. Ma ad alimentare il malumore riformista è anche l'assenza, fino a questo punto, di un confronto sul testo da adottare: "Nessuno ci ha consultato, abbiamo appreso dell'esistenza del testo dalla convocazione dell'assemblea e dalle indiscrezioni di stampa", è l'accusa. E a questo punto, le domande sono due: quando il senatore del Pd Andrea Giorgis, regista del lavoro per la predisposizione del ddl, presenterà il testo al Gruppo, chi lo firmerà? I 'ribelli' che sostengono il testo Delrio lo approveranno? Tra i senatori dem, su questo, c'è molto scetticismo. Quale che sia la decisione dell'assemblea del Pd e il testo base adottato dalla Commissione, i ddl già depositati non saranno perduti, ma trasformati con ogni probabilità in emendamenti, come spiega chi è al lavoro sul dossier.
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