Iran, Sergio Mattarella contro la repressione: "Sterminio efferato"
Mattarella denuncia il massacro della popolazione iraniana messo in atto dal regime degli ayatollah. "Ogni oppressione, ogni manipolazione dei principi di libertà passa, anzitutto, dalla repressione contro i giornalisti. Non è un caso che i regimi più efferati provvedano subito a comprimere gli spazi della libertà di informazione, non appena viene posto in discussione il loro operato. Pensiamo a quanto sta accadendo in questi giorni in Iran: insieme alla efferata crudeltà dello sterminio dei manifestanti, occultare quanto avviene - le manifestazioni di piazza, la repressione, le uccisioni - è stata la prima preoccupazione di un regime, che, fin dall'inizio, ha tentato di bloccare l'accesso alle fonti di informazione, la diffusione delle notizie". L'ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale i partecipanti al 30° anniversario del Seminario di Venezia per la stampa britannica.
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"Si tratta soltanto dell'ultimo esempio dei tentativi di nascondere il dissenso, il malessere sociale, la verità, attraverso l'oscuramento dei fatti che i giornalisti sono invece chiamati a testimoniare in ogni circostanza, particolarmente in quelle più drammatiche, come i conflitti dai cui teatri si cerca di escluderli, censurandone il lavoro o addirittura proibendo loro l'accesso - ha aggiunto il Capo dello Stato - Un impegno, quello del giornalismo, di verità e di libertà, che viene spesso pagato a caro prezzo. Nel 2025 - come segnala la Federazione internazionale dei Giornalisti - oltre 120 giornalisti e operatori dell'informazione hanno trovato la morte nei conflitti, molti di essi a Gaza".
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