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Kasba dell'Esquilino, dopo la nostra inchiesta arriva il maxi blitz

Foto:  Il Tempo 

Augusto Parboni e Antonio Sbraga
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Dopo 11 giorni di inchieste giornalistiche, condotte da Il Tempo senza mezzi «Termini» contro il degrado dell’area che circonda la più grande stazione ferroviaria d’Italia, ieri è giunto a destinazione anche un maxi-blitz interforze. Quello allestito sotto la regia della Questura contro i «furbetti dell’Esquilino». Con un bilancio finale di 1.500 chili di prodotti alimentari sequestrati perla distruzione, 50 mila euro di sanzioni e tre espulsioni di cittadini stranieri nel più grande mercato rionale e multietnico della Capitale. Dove ormai meno di un decimo dei 130 banchi è rimasto a gestione italiana. Però è il caos dell’intera «Zona a tutela rafforzata Esquilino-Stazione Termini» a preoccupare: dall’inizio del 2025, infatti, sono state effettuate più di 400 operazioni di bonifica e di ripristino del decoro da parte della polizia locale. Più di una al giorno, dunque, a cui si aggiungono altri 300 interventi congiunti con Ama: con una decina di arresti finora, 25 denunciati, 1.700 persone controllate e altre 100 per cui si è reso necessario avviare le procedure di fotosegnalamento.

Nei primi 11 mesi dell’anno i vigili urbani hanno sequestrato nell’area circa tremila articoli oggetto di vendita illegale, a cui si aggiunge il sequestro di oltre sei tonnellate di generi alimentari e di 38 metri cubi di ciarpame e materiale vario derivante da attività di rovistaggio. E sono state sinora più di 300 le attività commerciali controllate, con 130 illeciti accertati nel quartiere. L’altro ieri, invece, il blitz interforze nell’area del Mercato Esquilino, coordinato dal questore, Roberto Massucci, ha messo insieme tutti: polizia di Stato, Arma dei carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di porto-Guardia Costiera, polizia locale, Asl e Ispettorato del lavoro. Le forze dell’ordine hanno prima cinturato il perimetro della struttura commerciale, presidiandone gli ingressi. Avviando controlli a tappeto a carico degli operatori commerciali, sia di generi alimentari che di altri prodotti. Molteplici le irregolarità riscontrate: sono state sospese le licenze di 3 attività commerciali per l’impiego di lavoratori in nero, con sanzioni comminate per circa 28 mila euro. E all’interno della «kasba», tra chi impreca e chi prega Allah a piedi nudi (Il Tempo la scorsa settimana ha documentato che c’è pure chi si toglie le scarpe, stende un telo e si mette a pregare verso La Mecca), la «pesca» maggiore degli agenti è stata fatta proprio nel settore del mercato ittico. Con il sequestro con la distruzione di circa 1.300 chilogrammi di pescato non conforme alla normativa in materia di informazione al consumatore e tracciabilità.

Ma anche tra i banchi della macelleria, dove campeggia quasi ovunque la scritta «Halal», che indica la carne trattata secondo la legge islamica, sono stati sequestrati altri 200 chili di generi alimentari a carico di 3 operatori commerciali per la non tracciabilità dei prodotti. E sono scattate anche 4 sanzioni per irregolarità nell’occupazione di suolo pubblico constatate dalla Polizia locale. Al termine del maxi-blitz sono state oltre 100 le persone identificate: 7 sono state accompagnate all’ufficio immigrazione, dove, dopo i vari adempimenti di rito, 3 cittadini extracomunitari sono stati destinatari di provvedimenti di espulsione. Si vanno ad aggiungere agli altri 4 espulsi finora dalla zona rossa «a tutela rafforzata Esquilino-Stazione Termini». Dove più di 4 ordini di allontanamento su 5 sono stati disposti a carico di stranieri nei primi 11 mesi del 2025. Su 236 provvedimenti disposti dal prefetto di Roma nei casi di urgenza, o per grave necessità pubblica all’interno della «Zona a tutela rafforzata Esquilino-Stazione Termini», infatti, ben 192 ordini (pari all’81,5%) hanno riguardato stranieri e i restanti 44 italiani (18,5%). Percentuali più che raddoppiate nel micro-cosmo caotico della zona-rossa di Termini rispetto ai dati forniti dal Viminale che indicano, tra i fermati, una media nazionale del 34,7% di stranieri.

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