Meloni Lady Middle Class, l'impegno di Giorgia per il ceto medio: "È tempo di fare di più"
L’Italia delle persone normali, quelle che ci pensano due volte prima di comprarsi una t-shirt o proferiscono uscire il sabato e la domenica, perché nel resto della settimana provano a mettere qualcosa da parte per realizzare il “sogno della vita”. È questo il Paese a cui Giorgia Meloni intende rivolgersi nei prossimi mesi. «È tempo di fare di più – ribadisce dal Palco di Rimini - per il ceto medio. L’obiettivo è concentrare l’attenzione sul fisco per rendere il sistema più equo e incentivante per chi produce reddito e contribuisce allo sviluppo». Lo stesso presidente del Consiglio, infatti, ricorda come l’attuale esecutivo non ha mai rinunciato a compiere «scelte coraggiose», quando si è trattato di tutelare le famiglie, garantendo loro «benefici netti da oltre 16 miliardi di euro». Ricordate, poi, le tante misure a sostegno dei lavoratori, come «il taglio del cuneo fiscale, la detassazione dei premi di produttività e l’Irpef premiale», nonché la realizzazione di quel «grande piano casa per le giovani coppie», punto saldo per una nazione che guarda al domani.
Un qualcosa di fondamentale per l’oggi, intanto, è mettere freno alle “bollette pazze”, che rendono più complicata la vita a tanti, a partire dal mondo delle Pmi, cuore pulsante della nostra economia. «Obiettivo principale e ambizioso – ribadisce la premier- rimane l’abbassamento strutturale del costo dell’energia che pesa come un macigno sulla competitività».
Meloni al Meeting lancia il Piano Casa. La bordata ai "giudici politicizzati"
A frenare in tal senso, però, ci sono altri due fattori da non sottovalutare: il “mostro” della burocrazia e soprattutto una "cattiva giustizia", che vuoi o non vuoi, finisce con l’impattare sulla ripresa. A tal proposito, dunque, la prima donna della maggioranza ribadisce il suo impegno a terminare quanto iniziato dal ministro Nordio: «Nonostante le invasioni di campo di una minoranza di giudici politicizzati, che provano a sostituirsi al Parlamento e alla volontà popolare, andremo avanti, non per sottomettere il potere giudiziario, come dice qualcuno in malafede, ma per renderlo meno condizionato o meglio liberarlo dalla politica». Allo stesso modo, però, chi è a Palazzo Chigi evidenzia come, nella lotta all’immigrazione illegale, nessun togato potrà fermare l’azione dell’esecutivo: «Ogni tentativo in tal senso sarà rispedito al mittente. Faremo rispettare la legge dello Stato, garantiremo la sicurezza e combatteremo gli schiavisti del terzo millennio». Non è l’unica grande sfida o cambiamento, comunque, a cui fa riferimento la politica romana dal palco di Cl. Una svolta per diventare un Paese forte e credibile, ad esempio, passa per la "stabilità" o meglio per consentire a chi vince di realizzare quanto promesso. In tal senso fondamentale è il discusso “premierato”.
Meloni su Gaza, l'elogio di Mieli e la mazzata alla sinistra: "Parole definitive"
«Una garanzia più solida – spiega Meloni - per la stabilità e la governabilità o anche il modo migliore per affermare la democrazia. Vogliamo archiviare una volta per tutte quando i cittadini votavano e vedevano poi dei governi diametralmente opposti all’esito elettorale». Giorgia, davanti a quella platea, che l’ha accolta con una standing ovation e un applauso (che non si vedeva da anni per un presidente, tanto da farla commuovere nei ringraziamenti del padrone di casa Bernard Scholz), affronta anche i grandi dossier internazionali, a partire dalla guerra nell’Est Europa: «Finalmente spiragli di dialogo grazie a Trump, ma soprattutto grazie al coraggio e alla determinazione del popolo ucraino».
Rispetto alla questione mediorientale, invece, esorta Israele a fermare gli attacchi e l’espansione dei coloni in Cisgiordania. Una cosa è certa, ogni processo di pace deve basarsi su un modello incentrato sul «dialogo tra nazioni libere». Un obiettivo su cui intendono battersi i nuovi conservatori, che intendono costruire l’Occidente «con mattoni nuovi» e, quindi, sono per un’Europa diversa dall’attuale. «Se resta così com’è (come denuncia pure un tale Draghi) tuona Meloni - è condannata all’irrilevanza».
Dai blog
Fenomeno Anna, la rapper dei record cala un altro asso
La modernità di Ulisse nell'Odissea pop di Christopher Nolan
La rinascita della melodia nelle canzoni di Valerio Piccolo