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Remigration Summit, scontri al corteo degli antagonisti: petardi e bottiglie contro gli agenti

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Il timore che, a Milano, il corteo non autorizzato contro il "Remigration Summit" sfociasse in nuovi attacchi della galassia antagonista alle forze dell'ordine era fondato. Alcune centinaia di manifestanti, con tanto di passamontagna e caschi, hanno imboccato via Leopardi e cercato di raggiungere l'ingresso sul retro della stazione Cadorna. Lì hanno iniziato a lanciare bottiglie e petardi contro gli agenti in tenuta antisommossa, che hanno risposto con gli idranti. Il corteo, dopo le tensioni, è ripartito lungo via Boccaccio. La prima a denunciare quanto accaduto è stata Licia Ronzulli, la senatrice di Forza Italia e vicepresidente del Senato. "La deriva per cui ormai, in Italia, manifestare significa aggredire le forze dell'ordine deve finire. Anche oggi a Milano, al corteo antagonista contro il Remigration Summit, dei teppisti travestiti da manifestanti, hanno lanciato fumogeni e oggetti contro i nostri agenti", ha dichiarato. 

 

 

L'opposizione al raduno della destra sul tema dell'immigrazione, iniziato questa mattina alle 9 a Gallarate, è solo l'ennesima prova di una galassia antagonista fomentata dalla sinistra e orientata a creare caos per attaccare la maggioranza. "Governo e maggioranza hanno dimostrato di essere, senza se e senza ma, dalla parte delle forze di polizia. Con il dl sicurezza abbiamo inasprito le pene per chi aggredisce il popolo in divisa. Il diritto di manifestare è sacrosanto, ma non può e non deve trasformarsi nella libertà di assalire chi lavora per la sicurezza di tutti. Non permetteremo che ad ogni manifestazione continui ad esserci la conta dei feriti tra donne e uomini delle nostre forze dell'ordine", ha aggiunto Ronzulli. 

 

 

Sulle critiche delle opposizioni al Remigration Summit si è espresso oggi anche il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. "In democrazia non bisogna avere paura di nulla, anche di idee che possano apparire molto forti, molto controverse, molto discutibili anche, non condivise in qualche modo", ha dichiarato nel corso del suo intervento all'evento di Noi moderati a Napoli, commentando la richiesta arrivata dal Pd di vietare il raduno. "Io da ministro dell'Interno ho l'obbligo di garantire la libera espressione del pensiero da parte di chiunque - ha aggiunto - salvo pensieri che siano di per sé lesivi della sfera giuridica altrui o comunque della Costituzione o di qualsiasi altra cosa. Per cui non credo ci sia contraddizione".

 

 

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