Repubblica s'inventa la piazza “blu” per l'Ue. Conte si sfila: “Non ci saremo”
Improvvisamente ci sentiamo europeisti. Dopo anni di torpore e letargo si è risvegliato uno spirito color blu, nemmeno tricolore (che sarebbe forse più auspicabile). La proposta è stata lanciata da Michele Serra su Repubblica: «Una piazza per l’Europa». Non so se è più preoccupante il fatto che, comunque la si pensi, sia stato necessario lo scossone di un giornalista, o che qualcuno ancora pensi che questo sia un utile strumento. Senza bandiere di partito, solo il «blu monocromo della piazza europeista». Per la libertà e l’unità dell’Ue, sotto attacco come mai prima d’ora. «Qualcosa che dica, con la sintesi a volte implacabile degli slogan: “qui o si fa l’Europa o si muore”», scrive Serra.
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La possibile data e il luogo li ha suggeriti Ivan Scalfarotto di Iv: «Facciamola a Milano il 15 marzo. Tutti in piazza per l’Europa». Le adesioni si sono moltiplicate: Italia Viva e poi Azione e Più Europa. Mezzo Pd, tra cui Piero De Luca, Simona Malpezzi, Piero Fassino, Lia Quartapelle, Stefano Bonaccini, Elly Schlein, ha mandato dichiarazioni a sostegno dell’iniziativa. Anche Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni accolgono l’appello per la piazza. Ci tengono però a rimarcare la loro posizione sul riarmo europeo: no a spendere in armi, sì alla spesa sociale.
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Chi resta defilato è Giuseppe Conte: «Non ci confondiamo con le piazze», ha risposto il leader pentastellato, che ha una visione della politica estera totalmente diversa rispetto a quella dell’opposizione. «Noi ci siamo: l’Europa unita e forte è una necessità», dice Matteo Renzi. Poi Carlo Calenda: «Aderiamo con convinzione all’appello per una piazza che celebri il significato profondo dell’essere europei». Riccardo Magi aderisce e lancia una possibile data alternativa: «Una grande piazza il 25 di marzo, giorno in cui si celebra la firma del Trattato di Roma». Il problema però qui è molto più complesso, e non si risolve certo come vorrebbe Ursula von der Leyen secondo cui «una pace giusta e duratura si ottiene solo con la forza». L’Ue per troppo tempo è rimasta in letargo preoccupandosi solo dei dazi di Donald Trump, ma non ha mai nemmeno pronunciato la parola pace.
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