
Separazione delle carriere, primo sì della Camera. Nordio: "Giornata storica"

Applausi, selfie di gruppo dei deputati di centrodestra a immortalare il momento, foto ricordo Carlo Nordio: la riforma sulla separazione delle carriere dei magistrati ottiene il primo sì della Camera. Incassa 174 voti favorevoli, 92 contrari e 5 astenuti, con la maggioranza che vota in modo compatto il provvedimento e l'opposizione che - come da previsioni - si divide: contrari Pd, M5S e Avs, favorevoli Azione e Più Europa, astenuta Italia viva. "Oggi andiamo a scrivere la storia e a realizzare il sogno del presidente Berlusconi a tutela di tutti i cittadini. Dopo 35 anni ce l'abbiamo fatta", esultano da Forza Italia. Il ddl costituzionale va a modificare il titolo IV della Carta prevedendo, tra le altre cose, la separazione delle carriere tra giudici e pm, la creazione di due distinti Csm per la magistratura giudicante e requirente, l'individuazione del sorteggio quale strumento per la loro composizione, e l'istituzione, per sanzionare gli errori dei giudici, dell'Alta Corte di giustizia.

Separazione delle carriere, primo sì alla Camera. E il centrosinistra si spacca
Trattandosi di una riforma costituzionale, dopo il consueto passaggio al Senato, servirà una doppia lettura in entrambi i rami del Parlamento. Nordio, in ogni caso, è ottimista sui tempi: "Io spero che il percorso parlamentare della riforma si chiuda entro l'estate", con l'eventuale referendum "in autunno", dice chiaro il Guardasigilli. Non solo. "È una giornata storica - aggiunge -, si realizza il sogno di Berlusconi, ma anche quello di Vassalli e il mio. Non è per togliere nulla, ma era il mio sogno da 30 anni". Tutto il centrodestra plaude al primo traguardo raggiunto. "Via libera della Camera a una storica battaglia della Lega!", esulta Matteo Salvini. "Non soltanto teniamo fede a un impegno preso con gli elettori, ma aumentiamo le garanzie per i cittadini e rendiamo più efficiente il sistema giudiziario. È una riforma non scritta contro qualcuno, ma per avere una giustizia più giusta e garantire a tutti un magistrato che possa essere davvero terzo", gli fa eco Antonio Tajani, dedicando "questo successo" a Silvio Berlusconi, mentre da FdI il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove parla di "snodo epocale".

Separazione delle carriere, Nordio: "Spezzeremo il legame tra magistrati e correnti"
"Non si tratta solo e soltanto di un'altra promessa elettorale mantenuta dal centrodestra, ma più audacemente del primo passo verso una giustizia più liberale che realizzi il giusto processo e la parità processuale", sottolinea. Non la pensano così i magistrati. "Ribadiamo la nostra profonda preoccupazione per una riforma costituzionale che mette a rischio l'autonomia e l'indipendenza della magistratura. Una riforma sbagliata che non migliora sotto alcun punto di vista il servizio giustizia, ma che agisce solamente sulla magistratura e toglie garanzie a tutti i cittadini italiani", denuncia l'Associazione nazionale magistrati, che torna ad avvertire sui "rischi" che il testo porta con sé. Magistratura democratica si prepara a una stagione di proteste, che inizierà in occasione delle cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario: "I magistrati, con toga indosso e copia della Costituzione alla mano, abbandonino l'aula, in forma composta, nel momento in cui il rappresentante del ministro prenderà la parola".
Dai blog

Carlo Conti vince ancora. Scoppia la Sanremomania


La magia dei Pink Floyd torna a suonare nell'anfiteatro di Pompei


Da Jackson ai Beach Boys: quando le canzoni finiscono in tribunale
