
Omnibus, “il Paese va a gambe all'aria”. Calenda agita il solito spettro del fallimento

«Basta con il cabaret tutti i giorni», la politica torni a occuparsi delle cose concrete, altrimenti il rischio «è che il Paese vada gambe all’aria». Per questo, Carlo Calenda si rivolge agli altri leader delle opposizioni e si dice pronto a lavorare a un’alleanza purché sia incentrata su «un’agenda di governo, su temi e cose concrete», e non un ‘campo largo’ messo insieme solo «contro» il centrodestra. Ospite di Omnibus su La7, il leader di Azione commenta l’andamento negativo delle borse mondiali e non se ne dice stupito: «Gli Usa sono arrivati a fine corsa, la Germania è completamente ferma, la Francia è instabile e ci sono due guerre. È normale che il sistema ne risente e si è avviata una crisi, con il rischio che collassi il sistema finanziario. È una situazione pericolosissima», dunque «basta parlare di idiozie. Abbiamo parlato 4 giorni di un incontro di boxe, di Mollicone, poi del governo mandante della strage di Bologna... È folle, la politica ormai parla solo di cose che sono cronaca, ormai il dibattito è cabaret».

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Calenda è tranchant: «Non me ne frega niente del campo largo, sono argomenti che restano su un piano di astrattezza. Con le opposizioni io devo lavorare insieme, per questo ho detto a Elly Schlein e gli altri ‘cosa facciamo su sanità, salari e altro’? Può il paese sopravvivere a questo? Non credo. Non ho nessuna intenzione né velleità di rimanere solo, ma bisogna costruire un’agenda di governo, mettiamo insieme un’agenda di governo e mi rivolgo alle opposizioni ma anche a una parte di maggioranza che è in difficoltà. Invito alle opposizioni, facciamo qualcosa di concreto insieme, come sulla sanità. No al teatro tutti i giorni, la nostra disponibilità c’è ma su un agenda di governo, non su coalizioni contro, non possiamo mandare allo sfascio questo Paese».

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Calenda si è infine espresso in merito alle possibili alleanze con il centrosinistra in vista delle prossime elezioni regionali in Emilia e Liguria: «In Emilia Romagna c’è la possibilità di fare una buona alleanza, bene, ma con l’obiettivo di governare. In Liguria? Dipende dalla scelta del candidato, non parteciperemo a una coalizione giustizialista e anti infrastrutture. Se c’è una coalizione per l’alternativa di governo con una personalità credibile noi ci siamo, ma se diventa il giustizialismo che produce il nulla no».
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