
Antonio Tajani fa chiarezza: armi fornite a Kiev da usare in territorio ucraino

Il bombardamento che ha colpito l'ospedale pediatrico di Kiev ha reso necessaria l'immediata reazione dell'Occidente, che ha condannato la Russia e ribadito il suo sostegno all'Ucraina. L’Italia ha chiarito che le armi fornite all’Ucraina vanno utilizzate all’interno del territorio ucraino e che le autorità di Kiev lo sanno. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando con i giornalisti a margine di un evento organizzato a Washington dalla National Italian American Foundation (Niaf). Interpellato sul possibile utilizzo delle armi fornite a Kiev dai Paesi occidentali in Crimea, il ministro ha ricordato che la penisola «non è territorio russo».

L'atroce scoperta sui missili russi usati contro l'ospedale pediatrico di Kiev
La vittoria, che sembra ancora un miraggio, «è quando i russi accetteranno di sedersi al tavolo di pace» con l’Ucraina, ha affermato. «La vittoria per noi ci sarà quando la Russia sceglierà di non continuare la guerra di invasione: poi i Paesi si confronteranno tra di loro», ha continuato. Nelle ultime ore, intanto, è andato in scena un pesante botta e risposta tra Stati Uniti e Russia. Il viceministro degli Esteri del Cremlino, Sergei Ryabkov, ha dichiarato che Mosca reagirà militarmente nel caso in cui l'Alleanza atlantica dovesse effettivamente autorizzare il dispiegamento di missili a lungo raggio Usa in Germania, secondo quanto deciso in occasione dell'ultimo vertice Nato tenutosi a Washington. "Senza nervi, senza emozioni, svilupperemo, prima di tutto, una risposta militare alla nuova minaccia", ha scandito l'alto funzionario russo.
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