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Berlusconi insultato, Forza Italia al contrattacco: "Travaglio e Cottarelli? Rassegnatevi"

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Nel nome di Silvio Berlusconi, verso il futuro. Forza Italia replica con forza alle critiche sul rimando al fondatore del partito nella campagna e nel simbolo per le elezioni europee 2024. Perché il Cavaliere non c'è più, ma la sua eredità politica sì. "Nonostante la scomparsa del Presidente Berlusconi, le idee di Forza Italia continueranno sempre a camminare sulle gambe di donne e uomini che credono nella libertà", si legge in un post degli azzurri sui social che mostra i manifesti di FI violati con scritte ingiuriose. "Chi offende e insulta, come i vari Travaglio e Cottarelli, si rassegni. Non ci fermerà!", conclude il post in riferimento agli attacchi del direttore del Fatto quotidiano, Marco Travaglio, e dell'economista già nelle file del Pd Marco Cottarelli. Quest'ultimo qualche giorno fa aveva scritto: "Oggi scopro che nel simbolo di Forza Italia alle europee ci sta ancora 'Berlusconi presidente'. Ora, siamo già l'unico paese in cui il nome del leader sta, spesso, nel simbolo (...). Ma un leader deceduto? Come presidente? Presidente di che? Una presa in giro".

 

Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, segretario nazionale di Forza Italia, in occasione della presentazione del libro ’In nome della libertà’, di Paolo Del Debbio, alla Camera aveva ricordato che "Berlusconi non era il ’Re Sole' della politica degli anni Duemila, ovvero ’Dopo di me, il nulla'. Proprio perché era il difensore di alcune idee e di alcuni valori, era riuscito a inculcare e a far impegnare nella difesa di questi valori milioni di persone". E ancora: "Il giorno della morte di Berlusconi invece di andare a casa sono metaforicamente venute nelle nostre sezioni, si sono rimboccate le maniche e ora siamo qua. Ci dicevano che non avremmo superato la soglia del 4%, adesso ci chiedono quanto prenderemo oltre il 10%, dove andiamo e che facciamo. Io ho dato l’obiettivo del 10% alle europee, poi il 20% alle politiche", ha concluso il segretario forzista. Insomma, quel Belusconi nel simbolo e sui manifesti elettorali è più di un nome o di una vecchia foto.

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