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Europee, Schlein pesca fuori dal Pd: non solo Annunziata, chi finisce in lista

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Maretta nel Pd verso europee e regionali in Basilicata e Piemonte. Nel Partito Democratico si moltiplicano le voci di dirigenti che chiedono alla segretaria di non ripetere l’errore fatto in Abruzzo, dove il voto regionale è stato «caricato di una aspettativa eccessiva». Il caso Basilicata e la tormentata costruzione del campo largo modello Sardegna, con M5s e Avs ma senza Azione, non aiuta il lavoro sulla preparazione delle liste. Che, tuttavia, possono dirsi pronte, salvo qualche casella da spostare qui e lì per aiutare quei candidati esterni al Pd voluti da Schlein per aprire il partito.

Sulla propria candidatura alle europee la segretaria non ha sciolto la riserva, ma nessuno fra i dem dubita che il nome di Schlein sarà in lista. Da capire in quale posizione e se in tutte le circoscrizioni. Per non fare da ’tappo' alle candidature femminili, Schlein potrebbe candidarsi quarta o quinta in lista in tutte le circoscrizioni. La precedenza, tuttavia, viene data alle candidature esterne e civiche. Il nome di Lucia Annunziata, ad esempio, potrebbe aprire le lista della circoscrizione Sud, mentre il nome di un altro giornalista, l’ex direttore di Avvenire Marco Tarquino, potrebbe comparire nella circoscrizione centro.  Assieme a questi, si fanno i nomi della scrittrice Chiara Valerio e di Cecilia Strada, paladina dei diritti umani. Nella circoscrizione Centro correranno anche Nicola Zingaretti e Dario Nardella, non necessariamente in alto in lista. 

 

Tornando in Basilicata, nessun passo indietro da parte del candidato, nessun ripensamento da parte dei partiti che lo hanno scelto. Domenico Lacerenza è blindato, sia dal Partito Democratico che dal Movimento 5 Stelle che dai gialloverdi. Fonti del Partito Democratico sintetizzano così lo stato dell’arte in Basilicata al termine della nuova riunione sul candidato alla presidenza della Regione. Riunone che arriva dopo la smentita alle voci di un prossimo passo indietro di Lacerenza e alla quale partecipa anche Azione, con Marcello Pittella. Il nuovo summit si è reso necessario dopo le proteste del partito di Calenda per essere stato tenuto fuori dal tavolo che ha portato alla scelta del candidato, ma anche per i malumori manifestati da alcuni dirigenti dem lucani. 

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