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Elezioni regionali, il centrodestra evita lo strappo: accordo sulla Sardegna

Solinas, che potrebbe correre per le Europee, lascia il campo per la poltrona di Governatore a Truzzu

Gianni Di Capua
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Un passo indietro di Christian Solinas che lasci campo aperto a Paolo Truzzu nella corsa alla presidenza della Sardegna, evitando così strappi nel centrodestra e salvaguardano l’unità della coalizione dopo il lungo braccio di ferro andato in scena tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Dovrebbe essere questo, salvo sorprese, lo scenario in vista delle elezioni che si terranno sull’isola il prossimo 25 febbraio per il rinnovo del Consiglio regionale e per il presidente della Regione. D’altronde il sindaco di Cagliari, sostenuto dal partito di via della Scrofa, già oggi a Quartu Sant’Elena prenderà la parola in occasione di un evento in cui viene indicato come il «candidato presidente della coalizione di centrodestra, civica, sardista e autonomista». Domani, poi, Truzzu si sposterà nel nord della Sardegna, ospite al congresso provinciale di Fratelli d’Italia Gallura, in programma a Olbia. Insomma, le prime uscite pubbliche da candidato in pectore di Truzzu potrebbero coincidere con un quadro più chiaro della situazione visto che nessuno nella coalizione ha intenzione «di fare un regalo» al centrosinistra, presentando due candidati.

Solinas quindi potrebbe essere «dirottato»sulla corsa alle Europee tra le liste della Lega. Anche perché in Sardegna è chiaro che lo stallo non riguarda solo le dinamiche dell’isola, «il tema è romano - ammette Antonio Moro, presidente del Partito sardo d’Azione del governatore uscente Solinas prima della direzione andata in scena a Cagliari - ed è quello del primato nella destra italiana».

Chiaro il riferimento al muro contro muro tra Lega e FdI, con Forza Italia «spettatrice» interessata visto il possibile coinvolgimento nel domino delle regionali della Basilicata (dove c’è Vito Bardi) se dovesse saltare la regola non scritta che prevede di ricandidare i governatori uscenti. Il tutto senza dimenticare che il Carroccio ha già depositato in Parlamento una proposta di legge per elevare da due a tre il limite dei mandati per i presidenti di Regione, con l’obiettivo di permettere a Luca Zaia di continuare a governare in Veneto. Ipotesi che servirebbe anche a «risarcire» la Lega della rinuncia a un suo candidato in Sardegna - è il ragionamento di fonti di maggioranza - ma che non piace a Fratelli d’Italia e nemmeno al segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, che si è detto «non granché favorevole al terzo mandato». «Poi sarà il Parlamento sovrano a decidere, ma credo sia giusto mantenere i due mandati. È un principio di tutela della democrazia nel quale mi riconosco», il concluso il ministro degli Esteri e vicepremier. 

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