legge di bilancio

Manovra, scatta la corsa contro il tempo. Depositati 17 emendamenti

Edoardo Romagnoli

Doveva essere una manovra «inemendabile» ma alla fine il governo Meloni, per voce della sottosegretaria all’Economia Licia Albano, ha acconsentito che i relatori presentassero alcuni emendamenti oltre ai quattro già presentati dalla maggioranza nei giorni scorsi. Partiamo proprio da questi quattro testi già previsti. Uno evita il taglio alle pensioni dei medici e degli operatori sanitari, uno il rinnovo dei contratti di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, un terzo interviene per dare risorse aggiuntive alle Regioni. Il quarto prevede il finanziamento dei lavori per l’avvio della costruzione del ponte sullo Stretto di Messina. Una misura che ha già scatenato le polemiche dell’opposizione che accusano l’esecutivo di aver «alleggerito» il peso sulle casse dello Stato utilizzando 2.3 miliardi di euro dai fondi di sviluppo e coesione. Si passa infatti da 11.63 miliardi di euro a 9.312 milioni di euro. Uno spostamento di risorse che le opposizioni hanno paragonato ai «famosi carrarmati di Mussolini». Per quanto riguarda le «nuove» modifiche in totale sono 17 gli emendamenti e 3 i subemendamenti dei relatori Guido Quintino Lirisi di FdI, Elena Testor della Lega e Dario Damiani di Forza Italia. Una mossa che Francesco Boccia, capogruppo dem al Senato, ha definito «un fatto gravissimo». «Stanotte è venuta giù la maschera e "col favore delle tenebre" ha presentato una ventina di emendamenti che sono vere e proprie mance» ha concluso Boccia.

 

  

 

Oltre agli emendamenti più corposi sono spuntate una serie di misure minori, come spesso accade all’interno delle leggi di bilancio. Si va dai 750 mila euro, in tre anni, per le spese veterinarie destinati agli over 65 con Isee inferiori ai 16.215 euro. Ma si trova anche uno stanziamento di 200mila euro all’anno per tre anni per un asilo nido a Montereale Valcellina, un centro di 4.400 euro abitanti in provincia di Pordenone. Altri 200mila euro per i prossimi tre anni vengono invece destinati al recupero di un immobile nel piccolo centro di Poggio Reale in provincia di Trapani da destinare al museo archeologico. Tra gli emendamenti spunta la fondazione della nuova Gazzetta amministrativa con uno stanziamento di 100 milioni di euro per il potenziamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni. Mentre per promuovere l’educazione stradale nelle scuole è stato istituito un Fondo per la promozione della sicurezza stradale, con una dotazione di 400mila euro per il 2024, destinato alla realizzazione di laboratori innovativi.

 

 

Il voto in commissione bilancio al Senato non è iniziata ieri, come previsto, e il termine dei subemendamenti ai testi presentati dal governo e dai relatori è stato posticipato a oggi alle 15 anche se la scadenza potrebbe slittare ulteriormente vista la complessità dei temi trattati. Il testo della manovra è atteso in aula al Senato lunedì 18 dicembre ma non è escluso che possa essere posticipata di qualche giorno se la commissione non riuscisse a concludere l’esame, il voto degli emendamenti e il mandato al relatore. All’interno della maggioranza anche se è stato sciolto il nodo degli emendamenti, rimane in piedi il problema del superbonus. Mentre il premier e il ministro Giorgetti sono irremovibili sul termine fissato al 31 dicembre Forza Italia spinge per una proroga di tre mesi. Almeno per chi ha completato almeno il 70% i lavori e che in questo modo potrebbe terminarli. I tempi sono ormai segnati, una volta passato l’esame del Senato toccherà alla Camera che sarà costretto a discutere e approvare la manovra fra il 29 e il 30 dicembre, salvo ulteriori ritardi. In caso di slittamento oltre l’ultimo giorno dell’anno il Parlamento deve votare una legge che autorizza questa misura straordinaria per un periodo non superiore a 4 mesi. Quando scatta il regime eccezionale il governo non è autorizzato ad adottare le variazioni di bilancio previste nella manovra ma deve limitarsi a gestire le operazioni di ordinaria amministrazione. Un motivo in più per correre.