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Evasione fiscale, nel 2022 recuperata la cifra record di 20 miliardi

Gianni Di Capua
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Mentre il dibattito pubblico ruota attorno alla pace fiscale e alla rottamazione quater il direttore dell’Agenzia delle Entrate Erneso Maria Ruffini ha illustrato i risultati ottenuti lo scorso anno nella lotta all’evasione. «Nel 2022 abbiamo recuperato nel complesso la cifra record di oltre 20 miliardi di euro. Il più importante risultato di sempre» ha dichiarato il direttore. Ruffini ha voluto anche sottolineare il senso più profondo dell’attività dell’Agenzia che dirige. «Il nostro è un lavoro essenziale per il funzionamento di tutta la macchina pubblica, se vogliamo garantire i diritti fondamentali della persona indicati e tutelati nella nostra Costituzione, la salute dei cittadini, l’istruzione dei nostri figli, la sicurezza di tutti noi, servono risorse e noi siamo chiamati a raccoglierle a vantaggio di tutti. Anche di chi si sottrae al loro pagamento». Per poi aggiungere: «Tutti siamo chiamati a farlo nelle forme, nei modi e nei tempi che sono stabiliti sempre e soltanto dal legislatore, non dall’Agenzia delle Entrate».

 

 

Per questo il direttore ha risposto alla proposta del ministro Salvini ricordando come «il contrasto all’evasione non è operato con l’obiettivo di perseguire qualcuno. Il nostro è un lavoro essenziale per il funzionamento di tutta la macchina pubblica perché se vogliamo garantire i diritti fondamentali della persona indicati e tutelati nella nostra Costituzione, servono risorse». Un lavoro, quello dell’Agenzia delle Entrate, che però diventa sempre più difficile a causa della mancanza di personale. Negli ultimi anni, ha ricordato Ruffini, «abbiamo dovuto fare i conti con il tema della carenza di personale». Nel 2012 «la dotazione organica complessiva delle Entrate era di circa 41mila unità. Da quell’anno, anche a causa del blocco del turn over, il totale dei dipendenti è stato in continua decrescita, fino ad arrivare a meno di 28mila unità al 31 dicembre 2022. Se consideriamo che la pianta organica dell'Agenzia è di circa 44 mila unità, la scopertura sfiora il 40%». Una carenza che il governo vuole affrontare con il piano straordinario autorizzato dalla legge di Bilancio. L’Agenzia delle Entrate potrà contare su 11mila nuove risorse entro la fine del 2024 e potrà «iniziare a guardare al futuro con la prospettiva di un organico rafforzato» ha anticipato Ruffini.

 

 

«Nell’autunno 2024, inoltre, abbiamo in programma di reclutare altri 3.000 funzionari tributari», ha continuato, calcolando che con queste assunzioni «il totale dei dipendenti salirà nel 2025 a circa 37mila unità, al netto dei pensionamenti. Insomma, inizieremo a respirare e questo ci consentirà di lavorare con meno affanno e migliorare ulteriormente la qualità dei servizi». E già i primi risultati si vedono visto che rispetto alle 11mila assunzioni entro il 2024, 2.303 sono state già assunte nel primo semestre 2023, mentre in questi giorni si stanno svolgendo le prove orali del concorso per 900 assistenti tecnici. L’agenzia è in procinto di avviare nuovi concorsi per 4.000 funzionari per attività tributaria; 500 funzionari per servizi di pubblicità immobiliare; 100 funzionari per attività di logistica e approvvigionamento; 50 funzionari informatici; 130 funzionari tecnici; 80 funzionari esperti in risorse umane.

 

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