Uniti intorno al leader

Forza Italia, Berlusconi torna a casa. E ricompatta il partito dopo le troppe liti

Silvio Berlusconi torna a casa. Dopo 45 giorni di stop forzato al San Raffaele per una infezione polmonare legata a una leucemia mielomonocitica cronica, il Cav lascia l’ospedale praticamente in diretta tv: poco dopo le 13 esce dal cancello di via Olgettina 60 dove dal primo mattino sono assiepati giornalisti e tv, a bordo della sua auto blindata (l’Audi nera dei tempi d’oro) senza rilasciare dichiarazioni. Solo un saluto con la mano dall’interno del finestrino oscurato ‘catturato’ dai fotografi. Al suo fianco c’è la compagna Marta Fascina, che non l’ha mai lasciato dal 5 aprile scorso, giorno del ricovero, forse il più lungo insieme a quello per il long Covid nel 2021. «Bentornato Silvio!», il coro unanime in casa Forza Italia. 

 

  

 

La notizia delle dimissioni, infatti, fa tirare un sospiro di sollievo a big e peones (in ansia per la salute del ‘capo’ e per le sorti di un partito in cerca di identità dentro una coalizione sempre più a trazione meloniana), anche se l’ex premier dovrà continuare le cure a Villa San Martino e farsi monitorare per tenere sotto controllo il livello delle difese immunitarie, evitando stress da super lavoro e ‘processioni’ di azzurri. «Ora il presidente ha bisogno di tranquillità, oggi sono attesi solo i parenti, com’è giusto che sia», dice un esponente di spicco forzista, presenza fissa ad Arcore. Dopo l’ennesimo ‘ritorno in campo’, Berlusconi dovrà vedersela con le solite beghe interne: non sembrano finite le tensioni tra i ‘filoronzulliani’ e l’asse formato dai ‘governisti’ (che fanno capo ad Antonio Tajani) e i fedelissimi di Fascina. Basti pensare al recente caso Cattaneo, legato alla riorganizzazione territoriale di FI, avviata mesi fa con una serie di nomine che di fatto sancì l’affermazione dell’ala tajaniana. Riordino che, raccontano, non si fermerà. C’è chi scommette su altre novità, anche clamorose. Di sicuro, c’è da ridisegnare la mappa dei Dipartimenti: 25 caselle da riempire ex novo, visto che molte sono occupate da ex parlamentari. Per ora, riferiscono, l’immagine da offrire in pubblico è quella della compattezza, con tutti stretti attorno al leader fresco di dimissioni da un lungo pit stop. 

 

 

Dopo aver trascorso 12 giorni in terapia intensiva e i restanti nel reparto ordinario del Padiglione Q, sempre circondato dall’affetto dei familiari e degli amici più stretti, ai primi di maggio le condizioni sanitarie del leader azzurro sarebbero migliorate. Questo spiega il primo video di saluto inviato alla Convention forzista di Milano il 6 maggio scorso e il secondo registrato (sempre dall’ospedale) in vista del primo turno delle amministrative. Ieri, raccontano, sarebbe arrivato l’ok dei medici e della famiglia, che hanno voluto prolungare la degenza fino all’ultimo giorno possibile per evitare ricadute, esercitando una forte moral suasion su uno scalpitante Berlusconi, sempre più smanioso di ritornare in campo. Il Cav, secondo quanto raccontano da fonti azzurre, non avrebbe mai ‘staccato’ del tutto la spina, determinato a portare avanti la linea politica di FI e proiettato già alle prossime europee. Tant’è che ieri, al termine di un vertice tra il coordinatore nazionale Antonio Tajani e i dirigenti e i coordinatori regionali azzurri, era stato diffuso un comunicato attraverso il quale il «presidente di Fi invitava tutti a predisporre sin da subito il programma e le liste per le elezioni europee, a potenziare le strutture territoriali e a intensificare il tesseramento». «Siamo tutti felici del tuo ritorno a casa», scrive oggi su twitter proprio Tajani, risollevato dalle dimissioni del cav. Durante la degenza, nessun politico era ammesso. Solo verso la fine, quando si è capito che le dimissioni erano imminenti, sono arrivati le prime visite dei leader. Come quella del 14 maggio del premier Giorgia Meloni: un incontro privato durato oltre un’ora dove si è parlato delle prossime scadenze parlamentari e delle future strategie di governo e maggioranza. Oggi la presidente del Consiglio si è fatta sentire dal G7 in Giappone via social con un «Forza Silvio, ti aspettiamo sul campo per combattere insieme tante battaglie».