opere pubbliche

Intervista a Salvini: “Basta con l’Italia del no. Così sblocchiamo gli appalti”

Filippo Caleri

Tempi ridotti, più fiducia nei sindaci e nelle imprese e diminuzione dei gradi di progettazione da tre a due. Affidamenti diretti per opere fino a 150mila euro e stop ai no alla realizzazione da parte di tutti gli enti pubblici coinvolti e sostituzione con il principio del sì condizionato. E ancora suddivisione in lotti dei lavori per aumentare la partecipazione alle piccole e medie imprese. Sono alcuni degli elementi del nuovo codice degli appalti, approvato dal consiglio dei ministri, che ieri il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha illustrato in un colloquio con la stampa. «Semplifichiamo e velocizziamo l’intero settore dei lavori pubblici. Dalla sua applicazione, prevista operativamente a partire dal primo luglio, contiamo di risparmiare un anno di tempo rispetto alla tempistica attuale e questo solo per il semplice calcolo della cronistoria di tutti gli appalti finora assegnati» ha spiegato Salvini che ha ribadito il punto cardine delle nuove norme: «Si parte dal principio della fiducia concessa a imprese, liberi professionisti e sindaci». In particolare dando maggiore possibilità di scelta, perché per importi di gara compresi tra uno e 5 milioni, è lasciata la possibilità di procedere o con procedura negoziata oppure con una gara. «Questo in omaggio al principio di accorciare i tempi del procedimento. Non solo. Per non tagliare fuori nessuno, nei bandi saranno previste comunque premialità per le piccole e medie imprese e per quelle legate al territorio nel quale si avvia l’opera» ha aggiunto il ministro delle Infrastrutture Salvini.

 

  

 

Che ha rigettato le critiche sulla possibilità che gli affidamenti diretti potessero facilitare le infiltrazioni mafiose. «Gli affidamenti diretti sotto i 150 mila euro sono già previsti dalla vecchia normativa, non c’è nessuna innovazione. La vera novità e che si dà più importanza al principio di accordare più fiducia a sindaci e professionisti, come normale in una società liberale» ha chiosato il leader della Lega. Il tutto rendicontato e digitalizzato per consentire all’Anac di fare il suo lavoro di controllo. Finisce anche la possibilità di bloccare le opere da parte degli enti deputate a esprimere pareri. Resta il dibattito pubblico ma alla fine decide la politica. E infine non ci sarà più il «no» a un lavoro ma un «sì» allo stesso, condizionato al soddisfacimento di alcune richieste. Rigettate al mittente le critiche, in particolare alla Cgil che ha già proclamato lo sciopero contro il testo. «Non sono abbassate le tutele nei confronti dei lavoratori perché tutte le clausole sociali sono confermate» ha ribadito Salvini. Tra le novità anche la possibilità di suddividere le gare in più lotti per allargare la partecipazione delle aziende e il rispetto del principio delle opportunità generazionali e di genere. Dunque più spazio a donne e giovani in tutte le fasi dei lavori pubblici. I tempi si accorceranno anche con la rinascita dell’istituto dell’appalto integrato. Il contratto potrà quindi avere come oggetto la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori sulla base di un progetto di fattibilità tecnico-economica approvato. Inoltre, per garantire la conclusione dei lavori, si potrà procedere anche al subappalto cosiddetto a cascata, senza limiti.

 

 

Non ci sarà deregulation, le norme che si applicheranno sono le stesse previste dall’Europa. «E se velocizziamo l’esecuzione delle opere evitiamo di lasciare tempo ai mafiosi di entrare nel processo di attribuzione dei lavori» ha detto Salvini. Si attenua anche la cosiddetta paura della firma da parte dei funzionari pubblici che devono autorizzare le gare: «Niente colpa grave per i funzionari e i dirigenti degli enti pubblici se avranno agito sulla base della giurisprudenza o dei pareri dell’autorità». E lo stesso principio vale per la delicata questione dell’illecito professionale. Nella riformulazione del codice si è proceduto a una razionalizzazione e semplificazione delle cause di esclusione, anche attraverso una maggiore tipizzazione delle fattispecie. «In particolare, per alcuni tipi di reato, l’illecito professionale può essere fatto valere solo a seguito di condanna definitiva, condanna di primo grado o in presenza di misure cautelari» ha spiegato il leader della Lega che ha aggiunto che, in caso di patteggiamento, il professionista viene ricompreso nel circuito dei lavori. Un incoraggiamento che premia chi alleggerisce i tribunali dai processi. Il nuovo codice consente di accelerare la messa a terra di progetti che le amministrazioni hanno in pancia. Anche quelli del Pnrr. Questo consentirà di tarare i tempi della loro realizzazione che va conclusa entro il 2026 e, sulla base dell’impossibilità di portare a termine qualcuno di quelli preventivati, si spera che Bruxelles consenta di riorientare le risorse laddove più utili. «Come nel caso del dl siccità sul quale spero di mettere due miliardi di euro nelle prossime settimane» ha concluso Salvini.