strage di migranti

Migranti, Piantedosi si difende: “Non sono disumano, voglio evitare queste tragedie”

“La disperazione non giustifica viaggi che mettono in pericolo i figli”. La frase di Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, pronunciata dopo la tragedia dei migranti che volevano approdare in Calabria sulle spiagge di Steccato di Cutro ha scatenato un marasma. Il titolare del Viminale ha voluto replicare alle polemiche con un’intervista al Corriere della Sera: “Chi scappa da una guerra non deve affidarsi a scafisti senza scrupoli, devono essere politiche responsabili e solidali degli Stati ad offrire la via di uscita al loro dramma. Sono andato subito sul luogo della tragedia per testimoniare il cordoglio per le vittime e la vicinanza ai superstiti a nome mio e di tutto il governo. Disumano? I nostri sono fatti, e non dichiarazioni ipocrite, con cui intendiamo fare il possibile per fermare le partenze ed evitare altre tragedie”.

 

  

 

Piantedosi va all’attacco della sinistra: “Sono vuote strumentalizzazioni di chi non è riuscito finora ad offrire reali alternative ad illusori viaggi della speranza che mettono in pericolo vite umane. Non c’è stato alcun ritardo. Ho presieduto la riunione a Crotone e so che sono stati fatti tutti gli sforzi possibili in condizioni del mare assolutamente proibitive. Chi mette questa tragedia in connessione con le nuove regole dice il falso, per ignoranza o malafede. È una rotta dove le Ong non ci sono mai state. In ogni caso la nuova legge non prevede alcun divieto di presenza sugli scenari o di interventi di recupero, li abbiamo semplicemente assoggettati a un quadro normativo anche di rilievo internazionale”.

 

 

Si cambia radicalmente argomento, finendo sugli anarchici: “La vicenda di Alfredo Cospito ha - spiega il ministro Piantedosi concludendo così l'intervista al quotidiano - ridato visibilità e portato alla grande attenzione mediatica una minaccia che da sempre si alimenta della contrapposizione a ogni forma di affermazione della sovranità dello Stato, in una logica antisistema”.