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Manovra, chi sono i veri bocciati della Commissione Ue. Austria, Olanda e... Germania

La legge di bilancio italiana "in linea" con le raccomandazioni dell'Unione. E non è un aspetto banale. Perché tanti Paesi sono stati davvero bocciati. Anche illustri

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I primi titoli lanciati online sul giudizio della Commissione europea sulla legge di Bilancio italiano erano tragici: "Meloni bocciata da Bruxelles". Peccato che la realtà fosse un po' diversa. La Manovra italiana ha sì presentato alcune criticità agli occhi dei vertici comunitari, in particolar modo sulle politiche favorevoli al contante e sulle pensioni, ma è stata definita sostanzialmente "in linea" con le raccomandazioni della Commissione.

Solo un atto di cortesia? Non proprio. Perché nella stessa sede la Commissione ha riservato delle stroncature ben più pesanti ad altri Stati membri, con alcune vittime illustri. Lo si scopre scorrendo la lista della sintesi dei giudizi per le varie manovre. Oltre all'Italia, sono risultati "in linea" Francia, Grecia, Spagna, Cipro, Croazia, Finlandia, Irlanda, Lettonia e Malta. Qui finisce l'elenco dei promossi.

E gli altri? Dietro la lavagna, a partire dalla Germania, per passare a Belgio, Portogallo, Austria, Estonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Slovenia e Slovacchia. Tutti considerati "non in linea" per motivi che potrebbero essere i più disparati e che si scopriranno leggendo i verdetti nei dettagli. L'aspetto più paradossale è che tra i "cattivi" vi siano anche Paesi - come Germania e Olanda - normalmente abituati a criticare le politiche economiche dei governi italiani. Mai come ora, verrebbe da dire: da che pulpito...

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