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Vittorio Feltri applaude Gianfranco Fini: “Sinistra sbugiardata, è pronto al rientro in politica”

“Gianfranco Fini è risorto”. Inizia così l’editoriale di Vittorio Feltri, fondatore di Libero, nel commentare l’intervista dell’ex leader di Alleanza Nazionale nel corso dell’ultima puntata di Mezz’ora in più, programma tv domenicale condotto da Lucia Annunziata su Rai3. Il giornalista prosegue così l’analisi sulla scelta di Fini: “In seguito alla famigerata vicenda della casa di Montecarlo, il talentuoso dirigente di cui parliamo scomparve dalla scena. Un vero peccato perché Fini, a parte qualche lite sgangherata con Silvio Berlusconi, si era sempre segnalato per la sua abilità oratoria nonché organizzativa. La politica perse con lui un uomo di valore”.

 

  

 

“Ieri, dopo una decina di anni, egli si è rivisto in piena forma sul piccolo schermo e devo dire - spiega Feltri - di averlo ammirato per la sua dialettica brillante e per le sue idee lucide. Interrogato dalla giornalista, Fini ha rivelato di non aver perso minimamente le proprie capacità analitiche. Parlando di Giorgia Meloni ha ammesso di averla votata spiegandone i motivi, tra l'altro sottolineando che la questione del fascismo è un pretesto ridicolo cavalcato dalla sinistra in mancanza di argomenti seri. Infatti la democrazia, grazie alla quale la premier è stata eletta, non ha nulla da spartire col regime defunto 70 anni or sono. Niente di più vero”.

 

 

Feltri si sofferma poi sul tema della fiamma che appare nel simbolo di Fratelli d’Italia: “Non ha mai disturbato nessuno quando era apposta sulla ‘bandiera’ di Alleanza nazionale. Non si capisce per quale arcana ragione oggi si polemizzi col primo ministro perché la signora della destra non ha eliminato dal simbolo del suo gruppo la lingua di fuoco, che peraltro con il Ventennio non ha nulla a che vedere. Insomma - sentenzia il giornalista - i ragionamenti di Fini, il quale pure abbiamo attaccato per la storia di Montecarlo, non fanno una piega e dimostrano che il personaggio è pronto a rientrare nell'agone politico. Cosa che ci auguriamo accada presto”.