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Scontri a La Sapienza, Calenda difende la libertà di parola: "I fascisti erano dall'altra parte"

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Il diritto alla libertà di parola, anche di chi non la pensa come te. Il contrario è fascismo. E' il messaggio che Carlo Calenda, senatore e leader di Azione, manda ai collettivi di sinistra che hanno impedito lo svolgersi di un convegno organizzato da Azione Universitaria a La Sapienza a Roma dove ha partecipato anche il giornalista Daniele Capezzone. Calenda scrive su Twitter: "Trovo insopportabile Capezzone. Quello che dice e il come lo dice, lo classificano come una specie 'Travaglio di destra'. Proprio per questa ragione sono convinto di dover difendere la sua libertà di parlare in ogni luogo. I fascisti ieri alla Sapienza erano dall'altra parte".

 

 

 

I manifestanti, una cinquantina, hanno tentato di appendere uno striscione con la scritta "Fuori i fascisti da La Sapienza". Un giovane che brandiva un’asta è stato bloccato e identificato e la sua posizione è al vaglio delle autorità mentre tra gli studenti e anche tra gli agenti ci sarebbero stati un paio di contusi. "L’Università deve essere un luogo in cui si studia, si cresce, in cui bisogna incontrarsi e confrontarsi, ma non scontrarsi fisicamente", ha commentato la rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni, "condanniamo ogni forma di violenza e garantiamo, ad ogni individuo che agisca secondo i principi costituzionali, il diritto a manifestare liberamente le proprie opinioni nel rispetto della pluralità delle idee".

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