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Sovranità alimentare, il vero significato. Parla il fondatore di Slow Food: la sinistra che dice?

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Quella difesa che non ti aspetti. In queste ore, a sinistra, fioccano le critiche per la denominazione di alcuni ministeri del governo Meloni, “natalità” accanto a famiglia, “sovranità alimentare” accanto ad Agricoltura, “merito” accanto ad istruzione. Ebbene, tra chi, invece, appoggia la scelta della locuzione “sovranità alimentare” c’è Carlo Petrini, fondatore dello slow food, ed esponente di una cultura non certo riferibile al centrodestra. “Quello della sovranità alimentare - ha detto a Repubblica - è un concetto fondamentale per ogni comunità nazionale, regionale o locale. Un concetto su cui scommettono tutti i movimenti agricoli del mondo. Un ministero così avrebbe dovuto farlo un governo di sinistra”. Questa è l’analisi circa il dicastero guidato da Francesco Lollobrigida di Fratelli d’Italia. Petrini aggiunge: “La guerra ci sta mostrando che dove muore l’agricoltura locale basta un evento esterno per affamare un intero Paese. Ma c’è un altro aspetto: la valorizzazione delle coltivazioni locali evita anche che quantità impressionanti di merci vadano avanti e indietro da un continente all’altro, con tutto quello che comporta per l’ambiente”. Per quanto, ovviamente, Petrini si prenda un margine di cautela aspettando le iniziative concrete. E, alla domanda sul contenuto di questo termine, sottolinea: “la sovranità alimentare si può spiegare come il diritto e dovere di rispettare la produzione agricola locale e ridurre la dipendenza dall’importazione di cibo”.

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